Stössenstock : per la Hohbergtal

In una giornata che aveva tutti i presupposti per essere gloriosa, si sarebbe forse potuto rischiare qualche gita più ricercata ed originale ma, saltata per paura del vento la prima idea sul lato meridionale del Gottardo, abbiamo pensato di andare sul sicuro e tornare ancora una volta nella Meiental. Poche altre parti delle Alpi, tra quelle in cui ho sciato, mi incutono lo stesso timore di questo posto. Le montagne che incombono, la roccia scura e la conformazione dei pendii non sembrano combinarsi con le condizioni necessarie per lo scialpinismo ed ogni volta è particolarmente bello scoprire come nelle pieghe di queste montagne affilate e quasi mostruose, si snodino tanti itinerari fenomenali. In questa disposizione d'animo, anche un itinerario tutto sommato semplice come lo Stössenstock, che ancora mi mancava, acquisisce qualche elemento di fascino in più. In una giornata in cui non si è lottato con l'alpe -non abbiamo nemmeno sfilato la piccozza per provare a guadagnare la cresta- e nella quale nemmeno abbiamo avuto il privilegio di salire in solitudine -tre scialpinisti ci precedevano- non rimane che accontentarsi di una neve davvero eccezionale, sciata in una luce magnifica. In fondo, forse la cosa più importante. Inoltre, sciare per l'ennesima stagione con Alessio -sono ormai forse dieci anni che sciamo insieme- è un piacere ulteriore. È stato indubbiamente lui a spingermi ad alzare le mie ambizioni di sciatore, a propormi itinerari complessi, a seguirmi in gite bizzarre e, sicuramente, a condividere molte delle giornate più belle passate sugli sci, a cui questa va ad aggiungersi sicuramente.

Neve abbondante in tutta la Meiental. Farinosa su gran parte dell'itinerario, con una quarantina scarsa di neve nuova. Solo leggermente pressata dal vento sul ghiacciaio, ma comunque ancora morbida e molto godibile.

Gita molto veloce rispetto al dislivello. 4 ore e mezza per salire e ridiscendere.

Sole solo parzialmente oscurato ogni tanto da qualche nuvola passeggera, molto freddo (-10° alla macchina sia in partenza, sia al ritorno). Vento da NE che spazzava soprattutto le cime dello Spannort. A sprazzi, in maniera molto attenuata, arrivava fin sull'itinerario