Alpe dei Piani : da Isola per Stabisotto e Chiodia
La neve zuppa, il cielo piuttosto plumbeo e il gocciolare di tetti e alberi non invogliavano ad una gita scialpinistica che, fin dalla sua ideazione, non aveva grandissime pretese. Scacciato il pensiero di salire a Madesimo, ci siamo incamminati tra i prati e le case appena sopra Isola, facendo ironia sulla qualità cementizia della neve e rimandando la scelta definitiva dell'itinerario al ponte di Ca' Raseri. Le prime occhiate di sole e il veloce miglioramento del manto ci hanno dato un po' di morale e invogliato a salire le pendici del Moncucco che, a meno di visibilità davvero scarsa, preferisco all'itinerario esposto a nord del Pian dei Cavalli. Superato Stabisotto, il cielo ormai quasi del tutto azzurro, la montagna intonsa e la solitudine già ci convincevano che la giornata sarebbe stata superiore alle aspettative. Personalmente trovo che il paesaggio culturale in cui è immersa questa gita, i pascoli punteggiati di edifici, in molti casi in legno, a riprova dell'influenza nordalpina su queste montagne, sia tanto bello e commovente quanto certi angoli sperduti in cui a volte si ha l'illusione che la presenza umana non esista. Incrociate le tracce con un gruppo di Caprioli e osservata un'aquila volteggiare sulla Val Febbraro, siamo saliti fino al cambio di pendenza, a quota 2100m, che ospita l'Alpe dei Piani.
Salendo gli ultimi metri, prima di fermarmi su un dosso insignificante di questa prateria d'alta quota, pensavo al fatto che con questa gita sono ventotto stagioni che scio insieme a mio papà. "Speriamo non sia l'ultima" mi ha risposto quando gliel'ho fatto notare. In una giornata in cui le Alpi si presentavano così gloriose, in un luogo a cui lego i primi ricordi di sci fuoripista (il Groppera splendeva alle nostre spalle) e i primi maldestri tentativi di scialpinismo (a Montespluga, come penso per moltissimi), ho pensato alle parole che scrive spesso Fabrizio Righetti, grande sciatore che per anni ha frequentato questo portale e che oggi leggo volentieri su Facebook. Dice che nelle più belle giornate di sci sente vicina la presenza di suo padre. Io che posso ancora condividere giornate del genere, in solitudine, nella neve polverosa, insieme a mio papà, mi sono quasi commosso.
L'ultima nevicata ha portato ad Isola 25cm molto bagnati. Ha probabilmente anche piovuto durante la fase perturbata. Salendo quantità e qualità aumentano decisamente. A 2100m ci sono tranquillamente 50cm di neve nuova. Sotto di essa, il fondo era abbastanza sottile e, probabilmente, assente sui prati più ripidi ed esposti al sole.
In discesa i pendii esposti in maniera più diretta presentavano una leggera crosta, del tutto assente appena ci si spostava all'ombra degli alberi o su inclinazioni rivolte più ad est, dove la neve era ancora intatta. Da Ca Raseri in giù, neve piuttosto pesante.
Partiti intorno alle 11 del mattino per approfittare del miglioramento del tempo
Partiti con il cielo grigio, la giornata è progressivamente migliorata fino a rasserenarsi del tutto. Per un po' di tempo una fitta nebbia è ristagnata nel fondovalle, ma si è dissolta ampiamente nel pomeriggio