Chli Spannort : Salita per il Rossfirn, discesa per il Chüefadfirn
Le previsioni per la giornata di sabato sembravano tra le migliori della stagione: sole, freddo e una quarantina di centimetri di neve nuova, depositati senza vento. In questi casi, se da un lato è difficile tenere a freno l'entusiasmo, dall'altro mi assale la paura di steccare la gita, come un rigore a porta vuota. Inoltre, Mino mi aveva chiesto di andare insieme a sciare e volevo trovare qualcosa che da un lato cancellasse alcuni fiaschi del passato (che fortunatamente ancora non l'hanno fatto desistere dal venire a sciare con me), dall'altro si confacesse alle sue capacità. La Meiental non è, indubbiamente, una valle per "novizi" dello scialpinismo, ma ho pensato che il Chli Spannort, il Blockbuster, se così si può dire, della zona, potesse da un lato essere sufficientemente semplice per lui (nonostante il dislivello non banale), dall'altro mostrare la bellezza unica di questa valle superlativa. Mi sembrava, inoltre, che fosse una delle ultime chiamate per sciare a sud su neve polverosa da cima a fondo, prima che il sole cominci a lavorare con troppa intensità.
Purtroppo o per fortuna, molto velocemente abbiamo raggiunto, in salita, i tre battistrada svizzero-tedeschi che si alternavano nella faticosa opera di battitura e ho perciò dovuto inserirmi nella rotazione al comando. Certamente, c'è sempre un fascino particolare nell'aprire un itinerario nella neve intonsa, ma questa volta il bilancio tra fatica ed emozione era decisamente a saldo negativo. Inoltre, procedendo per forza di cose a velocità ridotte, il gruppo inseguitore, come in un grande giro ciclistico, si faceva sempre più nutrito e vicino. Insomma, poca poesia e una certa sensazione di sentirsi braccati.
Le buone condizioni di sicurezza, il desiderio di smarcarsi dalla folla che saliva e la volontà di non ripetere in toto una gita già fatta, mi hanno spinto a proporre a Mino, una volta giunti alla cima scialpinistica, di tuffarci sul versante opposto, quello del Chüefadfirn, dove speravo di cogliere una discesa più diretta, interessante e in completa solitudine. Non so se è l'entusiasmo ad aver alterato la mia percezione, ma questo versante di discesa è davvero superlativo. Ci si sente proiettati nella Chlialp su pendenze via via più sostenute, con in faccia i ghiacciai del versante opposto della Meiental. La serie infinte di curve, sulla prima parte del ghiaccio, un lenzuolo di neve ampissimo e intoccato, in pieno sole, mi rimarranno a lungo nel cuore. La parte bassa della discesa, appena prima di ricollegarsi all'itinerario classico, era forse un po' troppo sostenuta per Mino, che mi ha rivelato, poi, di aver avvertito un po' di tensione entrando nel pendio. Fortunatamente, le ottime condizioni della neve gli hanno dato la sicurezza necessaria per scendere con tranquillità. Stagione dopo stagione, le gite si vanno ad accumulare nella memoria. La maggior parte, almeno per me, rimane in una sorta di archivio chiuso e riaffiora solo quando la richiamo volontariamente. Alcuni momenti, invece, vanno a comporre una sorta di personalissimo "pantheon" dello sci: pendii intonsi, sciate al tramonto o itinerari di spiccata bellezza. Come detto sopra, gran parte di questa discesa andrà forse in questo particolare scompartimento della memoria. O forse rileggerò questa relazione tra qualche anno e riderò di tanto immotivato entusiasmo!
Condizioni davvero ottime, ma in rapida trasformazione sui versanti sud. La neve caduta nei giorni precedenti, pur molto abbondante, non è stata toccata dal vento, dando un'impressione di grande stabilità. Nonostante la temperatura fredda, l'azione del sole ha progressivamente agito sui versanti sud, rendendo la neve piuttosto pesante dai 2200m in giù. Sopra la neve è rimasta di buonissima qualità.
Sole molto forte, ma temperature basse. Vento quasi assente. Giornata perfetta per stare in montagna.