Mattjisch Horn : Traversata Langwies (via Casanna)-Fideris
Per far apprezzare ad Ale un bel we in una delle Regioni tra le più suggestive dei Grigioni Svizzeri ho cercato di “confezionare” l’itinerario per chi come Lei utilizza le ciaspole per muoversi sulla neve. Il Mattjisch Horn, oltre ad essere uno straordinario punto panoramico per l’isolamento geografico di cui beneficia, presenta dei versanti di accesso non eccessivamente ripidi e si colloca al vertice di sorprendenti quanto incantevoli paesaggi montani come il FONDEI, che si estende a SE della lunga cresta che si articola tra il Mattjisch Horn ed il Chistastein, confinando all’estremo Est con l’affollato e caotico comprensorio sciistico del Parsenn motore dell’industria Turistica di Kloster e Davos. A Nord invece appartata e remota sorge la piccola stazione turistica di Fideriser Heuberg un tentativo di coesistenza sostenibile tra fruitori della montagna attraverso attività outdoor più etiche e tra coloro che non possono fare a meno di utilizzare impianti meccanici di risalita che in questo specifico caso sono pochi e producono un modesto impatto in questa conca dolcemente modellata tra rilievi per nulla aspri. Heuberg è collegata a Fideris attraverso una strada innevata e ben battuta percorribile in inverno da piccoli bus-navetta che portano sciatori, ciaspolatori ed altri sino a questa mini stazione che offre anche possibilità di alloggio alla Berghaus Arflina, il Berghaus Heuberge e lo Chalet. Questa strada può anche essere utilizzata come pista da slittino e devo ammettere che risulta piuttosto efficace. La traversata così proposta di certo non è la più performante per una discesa di soddisfazione con gli sci, ma dovendo permettere ad Ale una discesa non eccessivamente complicata le alternative non erano molte, comunque a coloro che intendessero ripercorrerlo con le ciaspole ricordo che la discesa ha un dislivello di circa 1500-1600 m ed uno sviluppo consistente, un’alternativa meno faticosa potrebbe essere affittare giunti a Fideriser Heuberge una slitta e raggiungere Fideris con quest’ultima in un tempo anche decisamente più breve. Ale stoicamente ed eticamente ha compiuto tutto l’itinerario con ciaspole ai piedi, davvero un bell’exploit. NOTE: la gita è fattibile in giornata.
La nevicata di venerdì nella regione tra la valle di Arosa e quella di Kloster è stata meno consistente di quella che ha interessato la cresta settentrionale delle Alpi; la quantità di neve nuova ha oscillato tra i 10 e i 20 cm tant’è che il più delle volte non è riuscita a ricoprire sufficientemente le vecchie tracce che solcavano molti pendii. La qualità era comunque più che buona anche sui pendii esposti a S sopra i 1750 m di quota (per lo meno sabato 15). Alcune dorsali e creste esposte a nord sopra i 2200 m erano a tratti spazzate dal vento e risultavano a macchia di leopardo quasi prive di neve o con i sassi a vista. Pochi i resti di svalangamenti a tutte le esposizioni in prossimità dell’itinerario percorso e assenti segnali di pericolo; la neve nuova sembrava sufficientemente legata con gli strati vecchi, ma le pendenze dei pendii attraversati non erano tali per poter fare delle valutazioni attendibili. Già visibile talvolta la formazione di brina superficiale.
4 h e 15 min ca. di sola salita compreso soste.
Sabato 15 giornata eccezionale, cielo limpidissimo, aria relativamente fredda oltre i 1800, ma sole piuttosto caldo; domenica 16 alternanza di cielo sereno con annuvolamenti diffusi ad alta quota più consistenti dopo le 13:00, vento assente anche in vetta.
La Berggasthaus Casanna è semplice, ma piacevole e confortevole in una posizione piuttosto bella; si mangia bene considerando che siamo in Svizzera, ma colei che la gestisce non ha una spiccata capacità di entrare in sintonia con i frequentatori il che non sarebbe tanto grave se a tale carenza non si sommasse uno smisurato desiderio di “guadagno”. Infatti non mi è mai capitato in 50 anni di pernottare con servizio di mezza pensione in un rifugio o Berggasthaus o qualsiasi tipo di struttura ricettiva in montagna e sentirmi dire che non potevo consumare un frutto, un dolcetto personale sulla terrazza del rifugio stesso in attesa della cena, ma che obbligatoriamente dovevo consumare a pagamento. Alcune riflessioni mi sono venute spontanee: 1°) non eravamo escursionisti arrivati lì che pretendevano di sedersi e consumare il proprio cibo, ma eravamo clienti che spendevano la modica cifra di CHF 120,00 a persona per ½ pensione. 2°) la terrazza era completamente libera quindi non sottraevamo posti a clienti in coda desiderosi di consumare. 3°) ci siamo seduti ugualmente sulla terrazza per goderci qualche minuto di sole e relax dopo la salita che differenza avrebbe fatto se in quel frangente ci fossimo mangiati una mela o un pezzo di cioccolato?
Diciamo che il gestore non ha brillato per acume commerciale e nemmeno ha rappresentato dignitosamente l’ospitalità turistica per la quale gli Svizzeri sono famosi e ben accreditati nel mondo e che peraltro ho sempre apprezzato essendo un assiduo frequentatore della confederazione.