Marchhorn : Da All'Acqua per S. Giacomo ed il Canalone del Marchhorn.
Da moltissimi anni avevo abbandonato la Val Bedretto per l’eccessiva frequentazione, da tempo era difficilissimo trovare un itinerario in condizioni intonse e men che meno era impossibile percorrerlo in solitudine. Però in questo momento ho pensato che fosse uno dei pochi posti dove era possibile trovare neve decente. Il parcheggio alle 8:00 come al solito era già piuttosto pieno e ciò non faceva presagire nulla di buono, però verso il passo San Giacomo non si dirigeva quasi nessuno, la maggiorparte puntava agli itinerari esposti a Sud nella speranza di trovare Firn, e così incredibilmente soli arriviamo all’attacco dei pendii del canalone; al netto dei tralicci dell’alta tensione l’ambiente mi è sembrato persino più bello di quel che ricordavo. Al Marchhorn ero salito più di una ventina di anni fa dalla bocchetta di Formazzora combinando l’ascensione al Pizzo Cavagnoo, una giornata bigia senza visibilità, fu pure difficile orientarsi, non mi rimase un piacevole ricordo, ci ritornai per combinarlo con il Basodino ed il Pizzo Fiorina era Febbraio ed inspiegabilmente faceva un caldo Sahariano, ripiegammo dopo il Pizzo Fiorina per l’elevato tasso di slittamento di neve bagnata. Sabato invece è stata tuta un altro film, itinerario grintoso, di soddisfazione, incrociato due che scendevano nel canale mentre salivamo e tre in uscita alla forcella mentre aspettavano che arrivassimo. L’abbiamo pistato tutto e questa ci ha regalato una bella soddisfazione, in cima da soli con un panorama sulle Alpi Bernesi grandioso, mentre ci apprestavamo a scendere 4+1 arrivavano dal Basodino. La discesa ci ha regalato quanto di meglio ci si possa aspettare da un itinerario di questo genere. Grazie a Miki con cui è sempre bello condividere queste piccole avventure. OSSERVAZIONI sulla DIFFICOLTA' :La difficoltà tecnica della gita che nel tempo pare essersi attestata su i seguenti parametri 3.3, E2; S4, AD+ non credo che si possa definire centrata; personalmente ritengo che la difficoltà reale con ottima neve sia 4.1, E2; S5, D-. Qualcuno potrà pensare che sto tirando fuori una questione di “lana caprina”, ma in realtà la salita complessivamente ha 1350 m di dislivello di cui una ventina supera i 45°, 200 m di dislivello ruotano intorno ai 40° di inclinazione ed altri 300 oscillano tra i 35 e 30°. Semplificando ricordo che nella scala “VOLO” sino al grado 3.3 si collocano le salite di stampo classico con pendii lunghi sino a 35° e con qualche cortissimo passaggio a 40-45°. Per dirla alla francese qui si tratta di “Ski de Couloir ou pente raide con terrains tres accidentés” che colloca la gita nel grado 4, grado utilizzato per lo sci ripido e non estremo. NOTE: La maggior parte delle foto sono di Miki.
Innevamento sotto il profilo quantitativo ottimo ( all’Acqua sui pendii all’ombra almeno 40 cm di spessore); qualitativamente molto buono, ancora neve farinosa sino ai 1850 m di quota, sotto simil pista causa i numerosi passaggi. Nel Canalone la neve era sorprendentemente in ottime condizioni anche se piuttosto tracciata. Nessun segnale di valanga sul percorso, manto piuttosto assestato per quanto ero in grado di valutare; il canalone era possibile risalirlo con gli sci ai piedi sino a circa 100 m di dislivello dall’uscita.
4 h e 45 min.. di sola salita compreso soste.
Giornata bella e senza vento. Al sole temperatura gradevole ( -3°C alle 08:15 ad All’Acqua) . Ottima visibilità.