Pizzo Tresero : dai Forni
Dopo i tre giorni in Val di Rhemes di aprile, Simone voleva chiudere la stagione con un altro paio di sciate. Con un po' di incertezza ci siamo orientati verso la valle dei Forni, in questo periodo decisamente meno frequentata del solito. Avevo sempre evitato il Tresero un po' perché ambivo a sciarne alcune varianti di cui però non ho mai curato le condizioni, un po' perché ho sempre temuto la calca che solitamente affolla la cima che chiude l'anfiteatro dei Forni.
Questo periodo di mezzo, tra la chiusura dei rifugi in quota e l'apertura del passo del Gavia, è però favorevole a chi cerca una salita solitaria e, in effetti, così è stato. Battere traccia su tutto il percorso e su uno strato consistente di neve nuova è stato particolarmente faticoso. Non sciavo da quasi 25 giorni e vari soggiorni lavorativi a quota 0 o quasi si sono fatti sentire. La temperatura rigida per il periodo ci ha lasciato però una certa tranquillità, nonostante il passo non fosse dei più rapidi. Sciare una bella neve farinosa a fine maggio è stato come sempre speciale e come sempre mi ha fatto pensare che se si dovesse scegliere se sciare solo fino a marzo oppure solamente da marzo in poi, senza dubbio andrei sulla seconda opzione.
Il quadro in quota è decisamente invernale. L'ultima nevicata, che ha accumulato fino al parcheggio dei Forni, ha portato in quota circa una cinquantina di centimetri, che diventano meno scendendo. Le temperature hanno mantenuto la neve in forma invernale alle esposizioni favorevoli, mentre a est si è progressivamente appesantita durante la giornata. Il vento ha creato accumuli e croste in alcuni casi, rispetto al quale è necessaria una certa accortezza.
Sole, con nuvole passeggere. Temperature sotto zero anche al parcheggio. Leggero vento.
Il Rifugio Albergo dei Forni è l'unico aperto al momento.