Punta San Matteo : per il Ghiacciaio dei Forni

Per il secondo giorno ai Forni era previsto tempo piuttosto brutto e in effetti così è stato. Siamo saliti senza pretese verso il San Matteo, sperando di cogliere una delle vaghe aperture che ogni tanto si presentavano. Un momento di nebbia persistente ci ha fatto desistere dal continuare, giunti alla spalla quotata 3260m. Il pendio che degrada ripido verso nord sembrava avere una visibilità migliore e per la foga mi sono probabilmente buttato senza le dovute valutazioni. Fortunatamente, il taglio alto di precauzione ha fatto sì che l'accumulo da vento proprio sotto la cresta partisse sotto i miei piedi senza coinvolgermi in nessun modo. Girarmi una volta fermo ed accorgermi del distacco non è stata la migliore delle sensazioni, nonostante il sollievo. Preoccupato dalla visibilità, dall'orientamento sul ghiacciaio e dai possibili crepacci, ho sottovalutato il pericolo valanghe, ancora presente nel quadro invernale che si presentava in quota, nonostante la stagione avanzata. Ho concluso così la stagione con un piccolo spavento, che spero serva a qualcosa in futuro, e con una manciata di belle curve.

Scarso rigelo dovuto alla notte non serena, visibilità bassa, con qualche sprazzo di luce che ha consentito almeno una discesa discreta. In salita era difficile anche solo seguire la traccia di salita, per questo motivo ci siamo legati. La scarsa visibilità ha anche reso difficile l'individuazione di accumuli da vento.

Scarso rigelo, bassa visibilità. Discreta solo nella finestra scelta per la discesa dalla quota 3260