La Brechette : Da Mase, Mayen des Pras per l’Arpette.
Finalmente siamo riusciti a riformare un bel gruppetto per puntare verso Ovest dove ero sicuro di trovare neve forse anche buona e soprattutto bel tempo. Le mie intenzioni, come spesso accade erano ambiziose, speravo di fare un bel giro circolare toccando la sommità della Becca di Lovegno per poi scendere dallo splendido scivolo NW, ma vuoi per il viaggio non proprio breve e le giornate corte ci hanno indirettamente consigliato di arrestarci sulla sommità de La Brechette. Dal punto di vista dell’innevamento sicuramente la catena di montagne che costituiscono la cresta settentrionale delle Alpi è meglio innevata della cresta Principale, quest’ultima per intenderci costituisce il versante della sinistra orografica del Vallese, inoltre più lo sguardo puntava ad W-NW un miglior innevamento mi pareva di vedere; per esempio il gruppo dei 3000 che fa da corona ad Ovronnaz sembrava proprio ben messo, come pure le cime tra il Wildhorn ed il Wildstrubel, anche la Sud del Balmhorn era piuttosto bianca; certo la distanza può trarre in inganno, le premesse comunque sono discrete. Anche la zona da noi scelta dopo lunghe riflessioni non è messa male, ma il lungo periodo di bel tempo previsto sicuramente ne farà peggiorare le condizioni soprattutto sotto i 2000 m di quota, urgono copiose nevicate un po’ ovunque. E’ stato bello dopo molto tempo riavere nel gruppo Robi e tutto sommato come prima uscita di gruppo non è stata niente male, anche la neve, seppur per soli 700 m di dislivello, è stata all’altezza delle migliori sciate. Sicuramente una regione da visitare nuovamente anche se alcune stazioni sciistiche la insidiano su vari versanti.
Innevamento discreto da quota 1650 sino a 2000, poi ottimo sino al culmine. In discesa bisognava sciare con cautela dalle baite dell’Arpette alla vettura causa mancanza di fondo e neve piuttosto umida che in qualche occasione cedeva sotto la pressione che si esercita in curva; possibilità di toccare qualche sasso. Da quota 2000 sino in cima spessore del manto talvolta prossimo ad 1 metro e qualità molto buona, farinosa e leggera, solo sotto la vetta qualche breve tratto ventato. Purtroppo la temperatura elevata prevista per i giorni dopo l’8 dicembre e la mancanza di precipitazioni è possibile che comprometta la situazione rendendo probabilmente anche impossibile partire con gli sci ai piedi. Il pericolo valanghe mi è sembrato in linea con quello emesso dal servizio Elvetico, la possibilità di slittamento dell’intera coltre nevosa fino al terreno in prossimità dei cambi marcati di pendenza associato a differenze di spessore dal manto stesso oltre i 2500 m di quota è piuttosto realistico; comunque anche la possibilità di fare qualche bella sciata in quota su pendii non devastati dall’azione del vento non è da escludere a priori.
3 e 30 min.. ca.di sola salita. compreso soste.
Bello, soleggiato, ma all’ombra piuttosto fresco; assenza di vento e a tratti piccoli passaggi nuvolosi in quota, visibilità ottima.