Monte Antoroto : Anello da Colla di Casotto>Monte Berlino, Monte Grosso m 2007, Colla Bassa; rif. Manolino, risalita al Mussiglione>Colla di Casotto.

Come si poteva resistere al richiamo della neve caduta abbondante nelle valli del Monregalese; nello spazio di pochi giorni la val Casotto, la val Corsaglia ed Ellero, la Val Maudagna sono state interessate da intense precipitazioni (non sempre nevose a tutte le quote) come pure le Valli Vermenagna, Gesso, Stura e Tanaro; condizioni che non si vedevano a detta di alcuni Local dal 2012. Anche i fitti boschi di faggio che generalmente interessano i tratti bassi della maggior parte degli itinerari potevano essere sciati senza eccessive tribolazioni. Era il momento giusto da non perdere vista la situazione tragica sul resto della catena Alpina, così il 29 mattina decidiamo da Vicoforte di Mondovì di puntare sulla Val Casotto che a dispetto del nome contava pochissime presenze rispetto le migliaia che nei giorni precedenti avevano preso d’assalto Prato Nevoso ed Artesina paralizzando la località. Unico neo i vecchi impianti dismessi di Garessio 2000, “cadaveri” ancora non rimossi, rimasti lì a testimonianza di strategie di sviluppo molto spesso non opportune (per essere generosi); il Monte Antoroto è una delle montagne simbolo della Regione, come scrive Igor Napoli “è una Cima per nulla banale, la prima montagna delle Alpi a presentare vere e proprie difficoltà alpinistiche”, dal punto di vista sciistico oltre all’itinerario classico da Nord è possibile salire anche da Ormea(Sud) per un bellissimo e ripido percorso con difficoltà equivalenti a quello proposto. Anche per gli amanti del ripido l’Antoroto è una sorta di miniera con in suoi canali del versante Sud con inclinazioni tra i 40 e 50° e la parete NE, 400 m con passaggi fino a 50°. L’inizio di questa incursione sulle Liguri è stato entusiasmante, da soli sulla cima dell’Antoroto con a Sud una sorprendente visione del mare e della costa Ligure, mentre poco più in là le coste della Corsica si stagliavano perfette sulla linea dell’orizzonte, verso Nord la pianura racchiusa da tutto l’arco Alpino sino al Gruppo del Rosa. Un colpo d’occhio formidabile e di grande fascino. La discesa seppur breve verso il rifugio Manolino dopo i primi 100 metri di dislivello ci offre un manto intonso di neve polverosa fredda, veloce e leggerissima. Ripelliamo per 400 metri di dislivello fino al Mussiglione e poi giù sempre su neve farinosa via, via con sempre più numerosi segni di passaggio, ma comunque divertente, fino al punto di partenza. Nota Bene:alcune foto sono di Valerio.

Innevamento molto buono già da quota 1000 ed anche meno soprattutto alle esposizioni settentrionali nelle valli del Monregalese; a Colla di Casotto, località sulla strada tra Pamparato e Garessio, lo spessore del manto nevoso è di almeno 50 cm per aumentare progressivamente salendo, mentre le creste esposte direttamente ai venti del Mediterraneo risultano spazzate ed i pendii esposti tra SE e SW hanno croste anche portanti, dure per l’effetto combinato di vento e sole, talvolta per brevi tratti persino ghiacciate. I pendii riparati esposti tra NW e NE sotto i 2200 m di quota sono coperti da un cospicuo manto di neve farinosa o polverosa, molto fredda e veloce anche su pendii poco inclinati. Trenta cm sotto l’estradosso del manto nevoso il fondo è portante e gli sci raramente si infossano oltre questo spessore. Il pericolo di valanghe si è sensibilmente ridotto in questo settore delle Liguri, sotto i 2200 m di quota si potevano sciare con prudenza anche pendii piuttosto ripidi evitando di sovraccaricare eccessivamente in maniera puntuale il pendio stesso. Sondando più volte la coltre nevosa in zone diverse e lontane tra loro sembrava omogenea in tutto lo spessore senza strati fragili o molto resistenti.

6 ore e 30 min.. ca.per tutto il giro compreso soste.

Giornata splendida non eccessivamente fredda, sole tutto il giorno con visibilità ottima anche verso il mare. Vento praticamente assente a tutte le quote, temperatura gradevole al sole.