Rothorn de Matten : Da Grimmialp per il Wildgrimmi.

Avevo un bel ricordo di questa valle Prealpina del Bernese sia sotto il profilo paesaggistico che umano per un episodio che salvò il nostro we scialpinistico grazie ad una generosità e disponibilità sorprendenti del proprietario di un negozio di attrezzatture sportive di Oey. Il nome Diemtigtal mi è sempre risultato ostico da pronunciare con disinvoltura lessicale, la lingua si intrecciava sempre quando la nominavo, forse anche per questo la curiosità mi spinse a farle una visita nel lontano gennaio 2008, chissà se erano altrettanto ostici gli itinerari di sci alpinismo di cui mi sembrava essere ben fornita. Posso confermare che di itinerari ce ne sono davvero un’infinità ed alcuni anche di ottimo livello e relativamente severi. Rispetto ad allora mi è sembrato che i frequentatori della valle siano aumentati esponenzialmente, al parcheggio di Grimmialp come giustamente mi pare abbia osservato Michi, sembrava di essere in Val Gerola e si che avevo assicurato che la Diemtigtal oltre ad aver conservato quel sapore “d’Altri Tempi” mi era sembrata molto intima, lontana dalle folle alla ricerca di posti blasonati. Ad onor del vero recentemente spulciando bibliografie varie avevo letto che proprio il Rothorn di Matten era stato oggetto di una pubblicità apparsa sulla stampa Britannica, il Britisc Ski Yearbook del 1939 che recitava più o meno così “Venite a Grimmialp dove potrete ancora provare il vero Piacere dello sci sul Diemtigtaler Rothorn” (se le condizioni sono favorevoli) chiamato così per distinguerlo da altre cime dal nome simile. Nonostante queste congetture domenica oltre noi sono arrivate sul Rothorn solo altre 3 persone quindi abbiamo potuto gustare quel piacere d’avventura che raramente puoi provare nella ressa di mete gettonate, sbucati in cresta la vista delle Alpi Bernesi mi ha rapito come sempre, mi sono sentito molto più in alto della quota che avevamo raggiunto; di fonte a noi il Wildstrubel e alla destra il Wildhorn, più a sinistra Balmhorn, Altels, Doldenhorn fino al Blumisalphorn, che ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, facevano sfoggio di eleganza ed imponenza che poco hanno da invidiare alle più famose sorelle poco più ad Est. La discesa, tecnicamente forse la più bella di questo inizio di stagione, neve buona, pendii molto sostenuti nei primi 400 m di dislivello, primo tratto di cresta sotto la cima che ci ha regalato quel vago “senso aereo”, un po’ come sciare nell’aria; lì tre amici da soli coinvolti e legati dalle stesse emozioni, in quegli attimi non pensavo che potesse esserci posto più bello. Al parcheggio appoggiati con la schiena ad una baita in legno con il tiepido sole che ci scaldava ci chiedevamo, mentre mangiucchiavamo qualcosa, dove fossero andati tutti gli scialpinisti che continuavano ad arrivare a gruppi numerosi di certo non avevano letto nulla che pubblicizzava la salita al Rothorn di Matten, Meno male!!!

Innevamento ancora ben messo in valle sui versanti esposti ai quadranti settentrionali tant’è che per la nostra salita era possibile partire da quota 1200, lo spessore però del manto nevoso diviene più consistente a partire dai 1500 m di quota (almeno 50 cm di spessore), per sciare senza problemi tra i 1200 e i 1500 m. i pendii devono essere però abbastanza privi di vegetazione o si devono poter sfruttare strade forestali. In questa Regione creste e passi sembravano molto meno spazzati dal vento ed anche la neve che copriva i pendii è stata meno “maneggiata” dal vento stesso rispetto ad altre zone delle Alpi. La qualità era niente male, farina non troppo leggera già un po’ coesa, ma asciutta fino a 1500 m di quota, da qui fino al parcheggio compatta simil-pista (lungo la strada). Anche se la nostra cima era quasi sul confine tra l’area a rischio 3 e quella a rischio 2 a mio avviso la seconda ipotesi era quella più pertinente, a supporto di ciò c’era la dimostrazione pratica della frequentazione di praticamente tutti i numerosissimi itinerari della valle tra i quali ve ne sono molti con inclinazioni superiore ai 35° per lo più esposti a Nord e di distacchi provocati o spontanei non se ne sono visti almeno dove siamo passati noi e sui pendii che siamo riusciti ad osservare.

3 h. e 20 min.. ca. di sola salita. compreso soste.

Bello, soleggiato con qualche velatura passeggera il mattino, 0°C alle 08:30 a quota 1200; assenza di vento anche in quota, visibilità ottima. Clima che possiamo definire mite visto che siamo poco oltre la metà di Gennaio ed in un posto che in condizioni normali dovrebbe essere ben più freddo.