Monte di Muggio : dall'alpe Giumello e discesa su Camaggiore, in notturna
Il monte Muggio é la montagna su cui ho fatto scialpinismo per la prima volta, circa 18 anni fa. Ho ricordi piuttosto vaghi, legati soprattutto alla difficoltà di utilizzare scarponi che all’epoca erano molto più bassi e morbidi di quelli da pista. Nelle stagioni intercorse tra quel rudimentale approccio alla disciplina e oggi, i materiali sono cambiati moltissimo, io ho sciato su molte altre montagne e, voglio sperare, sono progredito come scialpinista. Non sono mancate occasioni per tornare da queste parti quasi tutti gli anni, con condizioni di ogni tipo. Qui poi, forse più che altrove, ho potuto constatare il boom di questo sport e l’effetto di Internet sulla frequentazione degli itinerari: ricordo un video molto riuscito di un vecchio utente di c2c dare un enorme popolarità ad una gita che precedentemente non era così gettonata. In ultimo, mi lega a questo posto un incidente avvenuto la scorsa stagione a mio padre, proprio mentre sciava questo itinerario.
Varie immagini e pensieri mi hanno perciò accompagnato in questa salita notturna, che, non so se per la pessima forma fisica o per il troppo divagare della testa, mi é sembrata oltremodo faticosa, nonostante il dislivello modesto. Sulla cima avvolta dai residui della perturbazione, nella strana luce della notte invernale, d’improvviso é arrivato il suono lontano, ma piuttosto articolato delle campane di Premana o Pagnona. Difficile non farsi suggestionare ulteriormente.
Buone condizioni sulla parte delle piste, con neve farinosa (non leggerissima) e nessun rischio di toccare il fondo. Verso Camaggiore le condizioni degradano più velocemente, per via degli arbusti e del progressivo assottigliamento e appesantimento del manto. Tutto sommato una discesa discreta
Residuo di nevicata in corso durante la prima risalita con vento da sud, poi notte via via più serena