Cima Undici : Da Val Monzoni

Questa stagione sembra un eterno cominciare, prendere le misure, ritrovare il fiato e le sensazioni come fosse novembre e non metà febbraio, tanto per le strane condizioni delle Alpi, quanto, soprattutto per una lunga combinazione di impegni personali, malanni e, forse, uno spirito un po' meno entusiasta e poco alimentato da gite davvero entusiasmanti.

Quest'ultimo fine settimana, avevo in programma di assistere alla gara olimpica di salto con gli sci a Predazzo, regalo ricevuto per i trent'anni, dal momento che è una disciplina che seguo con interesse. Avevo sperato di completare la trasferta ad est con una bellagita scialpinistica nelle Dolomiti, mai visitate d'inverno, se non durante una settimana bianca a San Martino di Castrozza avvenuta addirittura nel secolo scorso, quando ero ancora all'asilo. Come è noto, quest'anno le scarse nevicate e la conseguente situazione valanghiva delicata non consentono di sciare in condizioni ideali. Inoltre, uno strano malanno e le poche gite fatte finora mi hanno ridotto in uno stato di forma pessimo. Ho scelto perciò una gita facile e panoramica su queste montagne a me piuttosto sconosciute. Mi interessava poi vedere come fosse l'itinerario della Forcella Valacia, con la speranza di tornare in un momento più propizio.

Con aspettative molto basse in termini sciistici, non era difficile ricredersi positivamente. In effetti la piccola nevicata notturna ha permesso di tracciare anche qualche bella curva in neve polverosa, sulle dolci pendenze attorno al rifugio Valascia.

Condizioni nel complesso discrete. La nevicata notturna ha aggiunto 15cm nella parte alta. Si sale agevolmente lungo la strada battuta fino alla Malga Monzoni. Da lì il manto cresce velocemente, raggiungendo un buono spessore nel bosco che conduce al Rifugio Vallaccia. Sulla pala finale il manto è maggiormente rimaneggiato dal vento e affiora qualche sasso, facilmente aggirabile. La qualità è buona nel bosco e, curando i versanti meno solivi, anche fino alla "curva" a quota 2340m. Più in alto, con attenzione, si trovano corridoi di neve morbida (un pelo appesantita dal vento) tra le placche dure da vento.

Cielo azzurro, vento in diminuzione