Quinseina Cima sud : Dal Santa Elisabetta di Colleretto per il versante SE e la dorsale N alla quota 2270-Discesa per il canale SE.

Va subito detto che la Quinseina, che a molti potrà sembrare una Meta di serie B, una montagna di “Provincia”, in realtà è una montagna con degli itinerari sciistici di prim’ordine. Consta di una cima Sud e una Nord di poco più di 100 m più alta; ad entrambe è possibile accedere con più itinerari tutti per lo più sostenuti ed alcuni persino relativamente ripidi anche se sempre circoscritti nell’ambito dello sci alpinismo classico o poco più. Anche l’ambiente per alcune salite risulta particolarmente severo, fortemente alpino. Quindi una montagna che offre opportunità per tutte le capacità ed ambizioni; il contrasto impressionante con la vastità della pianura è comune alla maggiorparte delle Cime della catena Prealpina del Canavesano e del Biellese, ma l’ampiezza e la regolarità dei suoi pendii credo siano una peculiarità propria della Quinseina, caratteristica che quando salii alla cima negli anni ’80 da Frassinetto non avevo dato il giusto peso. Domenica nonostante un nutrito numero di scialpinisti presenti sono riuscito a tracciare in solitudine due terzi dell’itinerario di salita e sciare da solo il canale S-SE preceduto solo da due o tre di loro.

Innevamento ancora complessivamente piuttosto buono, con l’auto si può arrivare sino all’area pic-nic, ma volendo si può ancora partire circa 150 m di quota più bassi (ancora per poco). La neve è di discreta/buona qualità, il più delle volte fondo duro con un leggero strato morbido all’estradosso, talvolta placche più spesse di neve morbida portata dal vento sempre godibilissime dal punto di vista sciistico. Neve sicura sotto i 2100 m di quota a queste esposizioni (sull’itinerario); l’ultimo ripido tratto di cresta, dal ripiano di attacco-alla quota 2270, era piuttosto carico di neve accumulata dal vento, la coltre sollecitata dai numerosi passaggi si è fratturata in un accentuato cambio di pendenza, ma il pendio corto, il tipo di neve, la dimensione della placca ed un piano di scivolamento non sfavorevole hanno permesso solo un breve movimento di scorrimento poco significativo (purtroppo sono arrivato tardi per vedere la dinamica), ritengo, visto il numero di persone che scendeva, che come spesso accade in tanti, direi troppi, si sono trovati contemporaneamente sul punto meccanicamente fragile, magari in un incrocio tra chi saliva e chi scendeva; comunque la conformazione morfologica del pendio ed il tipo di neve non esponeva le persone a grandi pericoli.

3 h . per la sola salita compreso soste.

Giornata splendida sino alle 14:30, a tratti un po’ di vento sull’ultimo tratto di cresta, mentre completamente assente in cima con temperatura gradevole. Dalle 14:30 una velatura passeggera che pareva doversi dissolvere nel giro di breve.