Monte Giaissez : Anello dalla Cap. Mautino m 2110 con salita al Monte Begino m 2413 e Cima Fournier m 2424

Della zona della Capanna Mautino, frequentata già dal 1910 dai pionieri della sci alpinismo Torinese avevo letto un articolo sulla mitica Rivista della Montagna n 11 del 1973, un articolo di 5 o 6 pagine con qualche foto in bianco e nero; il territorio, confinante con la vicina Francia, fa parte del Comune di Cesana Torinese, la linea di confine si sviluppa tra la sommità della cima Saurel, i colli di Bousson e Chabaud e la lunga cresta della Dormillouse. Tuttavia dal punto di vista sci alpinistico anche l’alta valle Cerveyrette (interamente francese) morfologicamente è assimilabile al versante Italiano fondendo geograficamente i due versanti in un’unica Regione. Avevo salito la Dormilleuse prima del 2000, pur trovando l’ambiente gradevole non ero stato favorevolmente impressionato dall’offerta sci-alpinistica. Studiando più a fondo le opportunità e osservando con occhi diversi l’ambiente devo confessare che per uno sci alpinismo “plasir”, e non solo, la regione intorno la Capanna Mautino è tutt’altro che modesta. I boschi non sono impenetrabili, ma quasi sempre sciabili, i pendii aperti sono estesissimi, i pericoli anche con forte innevamento sono relativamente contenuti e la capanna Mautino è quasi una base ideale per percorrere un grande numero di itinerari di varia difficoltà. La visita un po’ prolungata, di qualche giorno fa, mi ha permesso di comprendere meglio la rosa di itinerari possibili grazie anche ai consigli di Gabriele, Guida Alpina Bergamasca che gestisce attualmente, con un bel Team, la Capanna. Insieme ad Abe ed alla piacevole e solare compagnia di Sabrina come primo approccio abbiamo scelto un Anello che ha toccato più cime e permesso di sciare pendii con esposizioni diverse, per contro siamo stati costretti a cambiare assetto per ben 4 volte; le cime salite non sfoggiavano sicuramente architetture e profili eleganti, ma l’ambiente modellato morbidamente regalava la sensazione di far parte di un “Plastico” creato a misura d’uomo dove salire e sciare non contemplava ansie suscitate da tutte quelle variabili che spesso incalzano lo sci alpinista. Le ottime condizioni riscontrate già durante il primo giorno e praticamente l’assenza di altri scialpinisti sull’itinerario facevano ben sperare per i giorni a seguire.

Innevamento sotto il profilo quantitativo ottimo, è possibile partire con gli sci ai piedi praticamente da Bousson. In questo momento è ancora possibile trovare sia firn di buona qualità sui pendii esposti al quadrante S-W; mentre sui pendii ben riparati esposti a N- NW si può trovare ancora farina. La crosta si può comunque evitare, laddove si forma, sciando piuttosto tardi in modo che la temperatura ammorbidisca la neve. Durante il nostro soggiorno lo stesso pendio nel bosco sciato alle 15:00 era divertente e piacevole, chi l’ha sciato 3 ore prima ha trovato un cartone perfetto. Il pericolo valanghe sul percorso era piuttosto basso rispettando il timing a seconda delle esposizioni. Si vedevano distacchi, vecchi, di fondo soprattutto sui versanti Est e o in punti particolari come cambi di pendenza, pendii concavi o molto ripidi.

1°gg ore 1 ore e 45 min.. ca. per la salita; 2° gg ore 6 e 30 min. ca. compreso soste. per l’intero anello.

Giornata bella, ma con qualche annuvolamento in quota; assenza di vento e temperatura non eccessivamente bassa.

Rifugio dove si respira un po' aria d'altri tempi; il Team che lo gestisce è molto efficiente, disponibile, ci si sente come fre vecchi amici. Ottima anche la cucina. Gabriele, Guida Alpina, è soprattutto un alpinista pragmatico con pochi "fronzoli" sempre disponibile a dare le "dritte" giuste.