Signalhorn : Senggalp - Eischollalp - Ergischalphorn - Signalhorn
Con l’avvicinarsi del we piuttosto infelice dal punto di vista meteorologico non potevo lasciarmi scappare anche il venerdì bello. Purtroppo nessuno era disponibile, impegni e qualche inconveniente fisico aveva falcidiato la maggiorparte dei miei ineguagliabili compagni di avventura con cui ho condiviso negli ultimi anni quasi tutte le uscite con gli sci. Le condizioni nevose favorevoli avrebbero permesso una gita di livello, ma da solo basta un banale errore per complicare anche la situazione più favorevole. Dentro di me i contrasti incalzavano, la vocina più spregiudicata mi diceva: “beh devi solo alzare il livello dell’attenzione e puoi cimentarti in un’uscita frizzante quel tanto che basta per soddisfare ambizioni non esagerate”. Tra le tante opportunità mi è tornata in mente quella breve catena montuosa che si sviluppa da Torbel creando una sorta di arco costituita dall’Augstbordhorn, Dreizehntenhorn, Ginalshorn, Altastafelhorn, Signalhorn, Argischalphorn ed Ergischhorn; una corona che corre sul filo dei 3000 m sulla testa di tre località forse lontane dalla mondanità del turismo d’assalto: Eischoll-Unterbach-Burchen. Mi è sempre sembrato che sebbene l’esposizione a Nord prevalga la neve qui non dura a lungo e per di più queste cime piuttosto isolate sono spesso spazzate dal vento quindi le sommità e le creste il più delle volte sono pulite anche nel pieno della stagione favorevole. Però stavolta avevo la netta sensazione che i pendii erano messi bene e potevo anche sciare qualcosina di più ripido benché fossi solo. Avevo letto in passato della bellezza del pendio NE del Signalhorn, una brillante sciata ed un belvedere di prim’ordine (anche se purtroppo un paio di piste hanno un po’ rubato il fascino dell’avventura nel tratto medio-basso della gita). Sono stato molto fortunato, la neve perfetta mi ha permesso di partire dal tratto più ripido del “Gorpat” i primi 800 m di dislivello sono stati un delirio di curve in una neve leggera come il mio stato d’animo; anche sulla pista deserta ho sciato su un fondo che aveva ancora conservato parzialmente la fresatura di preparazione (questa la dice lunga di quanta gente c’era in giro). Tutto il giorno da solo in salita e discesa, a Striigge mi siedo per bere un po’ di Tisana e mangiare una barretta di cioccolato e chiamo il Pince per condividere almeno telefonicamente la gita; in alto a sinistra vedo la cima che sembra più vicina di quel che realmente è. Con una giornata così posso superare il we disinvoltamente, magari studiando le prossime uscite per quando la meteo tornerà a sorridermi.
Innevamento scarso ad Eischoll, ma la pista da Striigge al parcheggio è ancora ottima, meglio partire con le pelli da Striigge se si arriva dopo le nove del mattino; neve buona sino a Obri Eischollalp, portante con ottimo grip per salire; da quota 2000 un leggero strato di neve recente farinosa che aumentava salendo, soprattutto alle esposizioni settentrionali, sino a circa 25 cm. Però nei passaggi tra neve “calda” e neve “fredda” su pelli consumate poco impermeabili si formava rapidamente un cospicuo zoccolo. Il tratto di discesa nel “Gorpat” neve favolosa, polvere ben legata ad un fondo portante, ma non gelato tendente ad inumidirsi sotto i 2300 m di quota, ma sempre bellissima (ideali sci rockerati). Neve in pista fresata da manuale che visti gli scarsi passaggi in larga parte era rimasta talquale ancora alle 15:30. Pericolo di valanghe debole sull’itinerario.
4 ore e 15 min.. ca.di sola salita. compreso soste. (da Striigge m 1530 ca.)
Giornata bellissima con sole pieno e visibilità perfetta; cielo blu ed assenza di vento, mai troppo caldo. Alle 14:30 arrivo di qualche velatura alta che non disturbava la visibilità ed i contrasti.