Punta Gnifetti dall'omonimo rifugio
Dopo una notte dormendo tutto sommato bene al rifugio Gnifetti, colazione alle 6:45 e partenza per le 7:40 con vento teso e gelido (doppi guanti quasi tutta la giornata). 🥶 Quasi nessuno si è legato in cordata (nemmeno noi, io ho anche mollato pala e sonda), dato che il ghiacciaio era ben percorribile e tutto solidamente gelato. In circa un’ora e mezza siamo usciti dalla zona d’ombra della Piramide Vincent e finalmente al sole faceva un po’ meno freddo. 😉 Al colle del Lys (4151 m) ci siamo rifocillati un pochino, prima di affrontare la breve discesa sotto la maestosa nord della Parrot (il tratto più affascinate del percorso). 🤩 Lungo traverso con l’obbiettivo della Capanna Gnifetti che non arrivava mai difronte a noi e la sua parete NW grigia per il ghiaccio a vista. Attraversiamo l’ultimo grosso crepaccio pieno di neve prima di arrivare sotto la parete W della Punta Zumstein (la terza vetta del Rosa) e quindi al colle Gnifetti. Li la neve è dura come il marmo e il ghiaccio affiora qua e la, tanto che in discesa chi è senza lamine fatica a stare in piedi. 😬 A mezzogiorno siamo al deposito sci sotta la capanna. Calziamo i ramponi, perché andare su con gli sci è impensabile visto il pendio grigio e con neve marmorea. In circa trenta minuti siamo in vetta alla Punta Gnifetti, dove nel locale invernale della Capanna Margherita ci stanno aspettando Andrea e Lorenzo da ormai un’ora; loro ci hanno messo 3h! 💪🏻 Foto di rito e uno sguardo sull’impressionante strapiombo della parete E del Rosa e poi ci incamminiamo verso la lunghissima discesa. ⛷️ In origine avevamo pensato di poter fare collezione di 4000, ma sarà stato lo scarso allenamento in quota, o la fatica del giorno prima, ma siamo tutti stanchi (a parte Andrea che invece è in splendida forma) e decidiamo di andare diretti verso il rifugio e quindi la funivia di rientro. 🚠 Scendiamo all’inizio su neve durissima, poi grazie ai numerosi passaggi, la neve è ben pistata e si scia bene. Breve ripellata sotto la Parrot per riguadagnare il Colle del Lys e poi lunga sciata fino al rifugio dove recuperiamo un po’ di materiale lascito la mattina. Andrea e Lorenzo si avviano verso la ripida scorciatoia di discesa per il canale che arriva diretto sul ghiacciaio di Indren, mentre io con gli altri facciamo il giro largo pressando dal Mantova e dal traverso con i canaponi blu. È un infinto togli-metti e poi dato che ormai sono le tre del pomeriggio, quando dobbiamo camminare ogni tanto si affonda fino al ginocchio (ho rischiato di farmi male 😬). Arriviamo finalmente alla funivia di Indren, che Andrea e Lorenzo ci aspettano da 45’. Aspettiamo un momentino e alle 15:50 prendiamo l’ultima funifor per scendere al Passo dei Salati. Altro che fare collezione di 4000; se avessimo tentato anche solo il Balmenhorn, avremmo probabilmente perso l’ultima corsa di discesa. 😬 Ai Salati, dato che avevamo ancora gambe, ci siam fatti gli ultimi mille metri di discesa fino a Pianalunga su neve tutto sommato decente. ⛷️ In totale quindi abbiamo fatto 1200m di salita e 2500m di discesa in quasi 7h di attività. 😄 Una due giorni bellissima con i nostri due figli più grandi (il terzo era a casa a studiare, dato che avrà un paio di esami a breve)!
Ghiacciaio pelato per le settimane di vento forte, con vari punti dove affiora l'azzurro. Calotte terminali delle vette dure-durissime.
6,5h in totale. Colle del Lys 2,5h Deposito sci 3,5h Vetta 4h 15' Ripellata 5h Rifugio Gnifetti 5h 40' Funivia Indren 6,5h
Non una nuvola con vento teso e freddo da N tutto il giorno.
Ottima cena con vellutata di zucchine (buonissima 😋 e con bis), penne al ragù (per noi affamati eran poche), costine al forno (due a testa 😬) con insalata e un assaggino di tiramisù (tre cucchiaini). Insomma, 105€ (bevande escluse) rifugio un po’ tropo caro! 🤑