Wildstrubel : Traversata Wildstrubel Hutte-Lenk per il N-couloir e l’Ammertateli.
Questa tappa dell’Haute Route è ricca di contrasti e decisamente molto affascinante; il bacino del ghiacciaio del Plaine Morte ti proietta in un ambiente quasi Artico soprattutto attraversandolo il mattino presto quando gli impianti di Crans Montana non trasportano ancora turisti, o fondisti in prossimità del ghiacciaio; la salita del crestone S-SW del Wildstrubel West è incredibilmente “Aerea” consentendo allo sguardo di spaziare a 360°, dalla verde e bucolica Simmenthal a Nord, oltre 2000 m più in basso, immersa in una suggestiva cornice Prealpina ed un’atmosfera estiva, agli imponenti 4000 Vallesani verso Sud e le Alpi Bernesi ad Est, le più evidenti delle quali per ovvie ragioni di vicinanza sono il Balmhorn e l’Altes con alle spalle il Doldenhorn il cui ricordo della salita del 30 maggio del 1999 è ancora estremamente vivida nella mia mente. Mi sento di poter dire che la salita da questo versante al Wildstrubel West è forse la più bella anche se non ho percorso quella che arriva dallo Schneehore, piuttosto intrigante. La vera chicca però di quest’ultima tappa dell’Haute Route è la discesa su Lenk un vero gioiello; credo che la maggiorparte degli sci alpinisti la percorrano partendo dal Grossstrubel (la cima più ad est), ma il pezzo forte scendendo dalla Westgipfel è il Nord Couloir; lo avevo già disceso in anni lontanissimi (1° maggio del 2009) con Marino inseparabile compagno di tante avventure; all’epoca forse non molti lo conoscevano o si avventuravano su questo tipo di discese, lo trovammo in condizioni di neve superlative, non una roccia affiorante, gonfio di un manto di neve polverosa assolutamente stabile, non scendemmo a Lenk, ma a quota 2600 tagliammo e risalimmo al fruestuckplatz per scendere poi ad Engstligenalp e salire il giorno seguente allo Steghorn e successivamente l’Altes che mi sembrava in condizioni splendide. Lunedì scorso le condizioni erano buone anche se non paragonabili a quelle di allora, qualche barra rocciosa discontinua tagliava il couloir in un paio di punti, ma la neve farinosa permetteva di controllare bene la sciata, ero felice che anche i miei amici potessero godere di questo ambiente fantastico; tutta la discesa si sviluppa in un contesto naturale di prim’ordine, posso dire senza enfasi spropositate che si tratta di una delle grandi discese delle Alpi e spero rimanga tale per le future generazioni. Giunti al ristorante Simme abbiamo festeggiato questa splendida Haute Route con un grande boccale di birra prima di saltare sul postale per Lenk da dove con la successione di due treni ed un postale saremmo tornati all’auto posteggiata al Col du Pillon in un’ora e mezza grazie alla costosa efficienza Svizzera.
Innevamento abbondante sino a quota 1350 ca., qualche breve “togli e metti” sino a quota 1220 ca., poi a piedi sino al ristorante. Neve ottima in salita fino alla sommità del Wildstrubel, molto buona per sciare nel couloir grazie anche al piccolo apporto di neve fresca della notte; Tra quota 2500 e 2100 verso l’Ammerteschafberg neve quasi insciabile, crostosa per il rigelo notturno di un manto non ancora compattato dai cicli di temperatura diurni/notturni. Nella gola del torrente ben sciabile grazie ai passaggi che hanno compattato il manto; sotto neve ammorbidita dal sole e temperatura, a tratti leggermente collosa e più lenta, ma divertente. Pericolo valanghe di neve asciutta debole sull’itinerario, possibili piccole valanghe di neve umida dai pendii più ripidi.
3 h. e 30 min. fino in vetta al Wildstrubel.
Giornata splendida, ma vento freddo in cima al Wildstrubel che non favoriva una sosta prolungata, temperatura gradevole fino a 1700 m di quota, sotto decisamente più caldo.