Punta d'Arbola : giro ad anello dal rifugio Claudio e Bruno, concatenando la Punta del Sabbione e la Strahlgrat

Il cosiddetto Trittico dei Sabbioni comprende Arbola, Punta del Sabbione e Blinnenhorn. Con un buon allenamento, e partendo dal Claudio e Bruno, è possibile concatenarli in ua singola giornata.

Per il secondo giorno di permanenza in Val Formazza, dopo aver verificato la bontà delle condizioni sui pendii N, ho pensato potessimo realizzare un diverso trittico: tre ripidi pendii glaciali (una volta facenti parte di un'unica vedretta) che scendono da Arbola, Punta del Sabbione e Strahlgrat, sconfinando per concatenare le prime due cime, nella Binntal. Grazie alle condizioni trovate, il giro è stato entusiasmante. Le tre discese effettuate sono il meglio, o quasi, che la valle possa offrire ad uno sciatore del mio livello. I pendii sono sostenuti, ma ampissimi e regolari. In particolar modo, credo che la discesa dal ghiacciaio della Strahlgrat possa considerarsi secondaria solo per chi vive la montagna come una collezione di nomi da aggiungere ad curriculum, mentre per chiunque ami sciare, penso dovrebbe stare in cima alla lista dei desiderata per questo angolo di Piemonte. Ugualmente, la varietà di paesaggi e di punti di vista sulle stesse montagne, così come i numerosi cambi di assetto, conferiscono un particolare senso di avventura a questo giro. Scendere nella Binntal, luogo remoto forse anche da una prospettiva elvetica, e osservare la quantità di pendii e conche che si srotolano verso il fondovalle lontanissimo, suscita delle emozioni particolari. Specialmente in una giornata in cui tutto sembra essersi allineato per rendere perfetto la pratica di questa strana attività che è lo scialpinismo.

È stato poi bello condividere la salita all'Arbola con l'unico altro ospite arrivato al rifugio la sera precedente: Un signore bavarese, che non parlava altra lingua che il tedesco. A partire dal suo sessantesimo compleanno ha deciso di compiere una serie di traversate delle Alpi, partendo ogni anno dal punto di arrivo dell'anno precedente. Dopo aver raggiunto le sorgenti dell'Inn dal suo paese, non lontano da Rosenheim, l'anno scorso, quest'anno sta effettuando la traversata dall'Engadina fino a Zermatt, toccando le cime più importanti di ogni valle e dormendo spesso all'addiaccio. La sua figura longilinea, piegata dallo zaino enorme e costellato di oggetti appesi e ciondolanti, che si separa da noi per scendere verso l'Alpe Devèro, sua pronuncia, mi rimarrà impressa. In uno sport in cui fioccano imprese di dubbio valore, pensate prima di tutto per compiacere gli sponsor, in cui si fa storytelling sul nulla e si punta solo alla condivisione totale, questo personaggio Herzogiano, di una semplicità d'intenti quasi ottusa, mi è sembrato rappresentare l'idea che si possa, per fortuna, continuare ad interpretare lo sci in una maniera del tutto libera e, forse, inattuale.

Condizioni ottime. Si sale all'Arbola su pendii ben rigelati fino ai passaggi ripidi, che avvengono su neve polverosa stabile. Il passaggio su roccia che permette di accedere alla pala finale è pulito e, sebbene richieda una certa dimestichezza, piuttosto semplice. Non so se sia da preferire, con l'attuale livello del ghiacciaio, al collo di bottiglia sul versante est, ma in questa giornata sembrava la scelta migliore. La discesa diretta a N dall'Arbola è in condizioni fantastiche. La neve è ancora leggera e i due passaggi tra le rocce ben coperti. Al Passo del Sabbione si accede facilmente con qualche metro di corde fisse, mentre la discesa, se si tengono i pendii ripidi a sinistra, è ancora polverosa. La risalita verso il Mittlebärgpass non era eccessivamente trasformata anche al nostro passaggio in tarda mattinata e l'ultimo passaggio da fare a piedi si gradonava bene anche senza ramponi. La discesa dalla Punta del Sabbione avviene dapprima su Firn, poi, dopo il tratto pianeggiante del ghiacciaio un po' crostoso, di nuovo su neve morbida. La salita allo Strahlgrat, unica interamente esposta a N, pur essendo ripida, non presenta particolari insidie. La neve farinosa non sembra scivolare sugli strati inferiori e dà una certa sicurezza. In discesa, alcuni tratti sono resi leggermente meno omogenei dall'azione del vento, ma rimangono comunque polverosi.

Partenza ore 7 / 8 ore per il giro completo.

Cielo azzurro, molto caldo il tratto di risalita al Mittlebärgpass, al sole e senza un filo di vento. Cumuli nelle valli limitrofe. Lieve velatura durante la discesa dallo Strahlgrat.

Il rifugio Claudio e Bruno è gestito dall'Operazione Mato Grosso, che alterna ogni settimana un gruppo diverso di volontari. Il gruppo che ci ha accolto è stato simpatico, cordiale e molto generoso nelle porzioni.