Corno Cieco : Dal rifugio Claudio e Bruno, con discesa per la parete N e il ramo settentrionale del Griesgletcher

Finire un giro di più giorni ad Aprile in Val Formazza con il Blinnenhorn è una scelta quasi obbligatoria se si vuole evitare di tornare per il lago dei Sabbioni e l'omonima gola, tutt'altro che interessanti dal punto di vista sciistico. Lo stesso itinerario del Blinnenhorn è però più noto per la maestosità degli spazi e l'ambiente glaciale che per la brillantezza dei suoi pendii. Per alzare, almeno in parte, la qualità della discesa, contavo di verificare la possibilità di scendere la breve, ma ripida, paretina nord che un amico mi aveva suggerito e di portarmi sul ramo secondario del ghiacciaio di Gries sotto il Merezebachschije e il Ritzhörner che, almeno dalla carta, mi pareva sufficientemente pendente da permettere almeno di fare delle curve.

La salita al Blinnenhorn, per pendii particolarmente ghiacciati e irregolari, ha provato particolarmente Simone che, dubbioso sulla qualità della neve, mi dice di voler scendere dalla normale, insieme al simpatico gruppo di tre pensionati (o quasi) partiti insieme a noi dal rifugio. Si sa che la neve bella resuscita anche i morti e non appena Simone vede che anche quest'ennesimo bel pendio è polveroso, mi comunica immediatamente dall'alto di aver cambiato idea e di essere intenzionato a seguirmi. Nemmeno i tre bresciani si lasciano sfuggire l'occasione ed in breve tempo la parete si riempie di curve. Proseguiamo insieme la discesa su un firn davvero magnifico per tutto il ghiacciaio e mi rallegro dell'entusiasmo di questo estemporaneo gruppo allargato con cui condividiamo la discesa.

Le giornate più belle di questa disciplina ci legano inevitabilmente ai compagni con cui le passiamo. Salire una cima e allungare la lista dei ricordi condivisi crea un legame specifico che si rinsalda ogni volta che, in macchina, in rifugio o in qualche bar del fondovalle, si rievocano determinate curve in neve fresca, momenti di tensione o tragicomiche disfatte. Condividere un'altra grande giornata di sci con Simone è stato bello, ma è stato ugualmente piacevole guidare un gruppo di sconosciuti in un itinerario che probabilmente non avrebbero fatto. Prendersi una responsabilità del genere è, forse, rischioso, mi rendo conto. Non si sa mai con chi si ha a che fare e cosa possa succedere in caso di imprevisto. Allo stesso tempo, non posso negare che in questo specifico frangente, la riconoscenza e la contentezza di queste persone di cui poco so e che difficilmente rincontrerò, ha indubbiamente arricchito il ricordo di questa giornata conclusiva nelle montagne della Val Formazza.

Con Simone pensavamo che sarebbe stato difficile replicare le belle sciate fatte l'anno passato in Val di Rhemes. Senza dubbio però, anche quest'anno abbiamo avuto la fortuna di fare una serie di discese magnifiche, quasi sempre in solitudine, in una delle valli più interessanti delle Alpi.

Itinerario in buone condizioni. Si sale su buon rigelo dal rifugio Claudio e Bruno. La salita più diretta è interessata da alcune valanghe che rendono la progressione meno veloce, decisamente meglio passare per la Sella del Gries. La paretina N è in condizioni perfette, neve polverosa e stabile rendono la discesa molto facile. Sul ramo settentrionale del ghiacciaio firn eccezionale, così come nella parte alta della discesa dal Passo Gries. Dopo il cambio di pendenza, a quota 2200m circa, neve un po' collosa. Dalla piana di Battelmatt si rientra seguendo la strada e qualche resto di valanga, che consentono di arrivare fino al lago Morasco.

Partenza ore 7 / 5 ore e mezza per tutto il giro

Sereno, buon rigelo iniziale, via via più caldo

il Rifugio Claudio e Bruno è gestito dai volontari dell'OMG. Ogni settimana si alterna un gruppo differente. Il gruppo che ci ha accolto è stato molto accogliente e generoso. Porzioni abbondanti e cibo molto buono