Pischahorn: Traversata Pitscha-klosters attraverso il P. 2520.

Dalla stazione di monte della funivia Pitscha ci si dirige in direzione NE su pendii poco inclinati verso la cima ben visibile; superata una sorta di linea di cresta poco marcata ci si abbassa di qualche metro per continuare su pendii più sostenuti sino a raggiungere la cresta W del Pischahorn circa 100 m di dislivello sotto la cima. Lungo quest’ultima si tocca la vetta su cui è eretto un grosso ometto di sassi ed un cartello segnaletico estivo. Tolte le pelli si scia sulla cresta di salita e si continua lungo l’esile cresta, che dopo la quota 2854 si orienta verso N, fino al punto 2836. Da qui, a seconda delle condizioni si può sciare il ripidissimo pendio N per raggiungere direttamente la conca del Novaier Talli oppure si scia ancora un po’ verso NW fin quota 2720 per scendere lungo una ripida rampa in direzione N raggiungendo bacino medesimo. Scesi sin quota 2200 ca. si ripella per salire pendii poco inclinati ai piedi del versante E del Gatschieferspitz, raggiunto il punto 2520 (non quotato sulle carte Svizzere), sito sulla cresta che corre tra il Gatschieferspitz e il Lauizughorn, si può salire molto ripidamente sulla prima cima attraverso la sua cresta W oppure intraprendere subito la discesa Gatschiefertalli in direzione N verso Monbiel. L’uscita nella parte bassa dell’itinerario su Monbiel è possibile per due percorsi a seconda delle condizioni di innevamento, quella più sciabile è attraverso il ChuenischWald, altrimenti con molta neve si può sciare nell’Usser Chinn. Giunti in valle si continua verso Klosters lungo la pista di Fondo.

Itinerario non scevro dal pericolo di valanghe, da affrontare con condizioni sicure. La salita al Gatschierferspitz viene affrontata solitamente da S o da W; dal versante descritto nella relazione bisogna valutare molto bene le condizioni.