Cima Presanella: Via Gulottina - a destra del seracco

Dal Rifugio Denza in direzione nord attraversare il torrente (segnato) quindi rimontare il filo morenico un pò faticoso seguendo il sentiero segnalato parzialmente con bolli gialli fosforescenti. Dopo circa 45 minuti ci si porta sul bordo del vallone che contiene la parte bassa del ghiacciaio della Presanella. Sempre tenendo la direzione nord scendere per qualche decina di metri sul ghiacciaio attraversandolo per rimontare un ripido pendio di neve-ghiaccio con o senza sci a seconda delle condizioni. Seguire quindi il lungo corridoio glaciale puntando alla base dello sperone roccioso della Presanella sino a rimontare al bacino superiore del ghiacciaio tenendosi tra lo sperone e il grosso isolotto roccioso. Da qui il percorso è molto logico perchè, tenendosi al centro dell'anfiteatro si punta diretti alla parete dove al centro è posizionato il famoso seracco pensile ora quasi praticamente sparito. La crepaccia terminale si supera di solito agevolmente nel punto migliore e ci si mantiene sulla sinistra (più al sicuro dalle scariche proveniente dai pendii a destra che prendono subito il sole). Poco prima del seracco si attraversa verso destra entrando nella gulottina vera e propria con pendenze che in questa fase superano, anche se di poco, i 50 gradi. La parte più ripida ha uno sviluppo di circa 250 metri oltre i quali la parete si apre e le pendenze si portano a circa 45 gradi. Le difficoltà terminano sul filo di cresta che viene attraversato dalla via normale di accesso alla Presanella. Spostandosi leggermente a destra si può riposare e fare pausa su rocce comode, oppure proseguire per la vetta (considerare circa 20 minuti in più). Discesa: per lo stesso itinerario: inizialmente su parete aperta con pendio di circa 45 gradi, poi decisamente più ripido con un colpo d'occhio impressionante sui pendii sottostanti. La neve sulla sinistra, sebbene un pò più infida, può permettere una breve pausa essendo più morbida per il sole. Dopo la crepaccia terminale i pendii rimangono sostenuti ancora per un bel pezzo e generalmente la sciata è molto bella, sicura e divertente. A seconda delle annate dopo avere risalito il filo morenico, si può scendere fino al rifugio con gli sci.

Itinerario di soddisfazione, logico, poco frequentato ma destinato a diventare classico, perchè l'assottigliamento del seracco rende oggi Gulottina più simile ad una parete che non ad una goulotte vera e propria (nel punto più stretto e ripido misurerà almeno 6/7 metri. Il continuo peggioramento della parete nord ha reso più difficoltoso e non sempre in condizioni il classico itinerario, ma va detto che Gulottina è più ripida, anche se più breve. Attualmente (anno 2020) rimane un ottimo punto di riferimento per gli amanti dello sci ripido.

L'itinerario, se percorso di primo mattino e con temperature ottimali è abbastanza riparato dalle scariche ma non vanno sottovalutati pericoli oggettivi quali cadute di pietre, valanghe e scariche soprattutto nella parte bassa.