Wichelhorn: dall'Arnisee per la Leitschach e discesa per la Schindlachtal
Salita:
Presa la funivia da Intschi all'Arnisee, si costeggia per un tratto il lago, prima di svoltare verso sinistra seguendo un ampio sentiero che, superando delle case prosegue verso ovest per qualche centinaio di metri. Giunti all'imbocco della Leitschach, prima del torrente si svolta a destra, seguendo un altro sentiero che si stacca per raggiungere alcune case sparse per poi passare sull'altra sponda del fiume (destra orografica) in prossimità di un ponte sopra una chiusa. Si sale fino a quota 1653 rimanendo sullo stesso lato della valle, con scarsa pendenza e superando qualche rara costruzione. A quel punto, si attraversa di nuovo il fiume e si super un breve gradino della valle, non particolarmente ripido, tenendosi sulla destra dell'area rocciosa e si accede all'ampio pianoro di Furt, che precede il passaggio più delicato dell'ascesa. Percorso il tratto piatto, si punta decisamente verso sud-ovest e si supera l'imponente bastionata rocciosa per un canyon piuttosto stretto e ripido. È necessario fare attenzione specialmente quando le condizioni di innevamento lasciano il torrente in parte scoperto. Circa a 1950m, si esce dalla forra e abbastanza liberamente si guadagna la conca del Niedersee, dominata sulla destra dal Leitschachhutte. Da questo punto, si può vedere il resto dell'itinerario di salita che senza possibilità di errore si sviluppa lineare verso la testata della valle in direzione ovest. Intorno a quota 2400m le pendenze si fanno più ripide e un centinaio di metri prima del Sasspass, che non va raggiunto, con una diagonale verso sinistra, cercando un passaggio favorevole nella dorsale rocciosa, si raggiunge il Wichelpass. Si sale con le pelli per qualche metro in direzione est sulla dorsale, dove si lasciano gli sci e si raggiunge la cima.
Discesa:
Tornati agli sci, si sciano i ripidi pendii verso il lago ben visibile appena sotto il passo. Ci sono varie possibilità, tra cui le pendici del Wichelhorn esposte a sud-ovest. Si scende poi molto liberamente per docili pendenze (tagliando alti sulla destra orografica si possono fare delle belle curve sotto il Sass Stock e lo Schrotenstock) fino ai 2300m, dove la valle gira verso est e i pendii tornano ad essere molto brillanti. Giunti in prossimità della Schindlachtalhutte (tetto ben visibile anche con molta neve) si hanno due possibilità: O si raggiunge il rifugio, si scia il canaletto in direzione nord-est e poi, lasciandosi a destra le barre rocciose, si scende nella valle, oppure ci si può tenere, prima del rifugio sulla destra orografica con un taglio abbastanza deciso sulle dorsali coperte di arbusti, per poi sciare i pendii della zona di Seewlisegg. Opportuno, in ogni caso, non seguire il torrente che si informa abbastanza nettamente e non sembra consentire un passaggio agevole. Si scende poi per ampi pascoli fino a Rinderstafel, dove si prende il sentiero che torna all'Arnisee. Mettere in conto un'ottantina di metri di dislivello in salita.
Se le condizioni lo consentono, al posto che tornare verso l'Arnese, da Rinderstafel si seguire la strada verso destra e sciare nei pascoli fino a Gurtnellen.
Versione in senso antiorario del periplo del Wichelhorn che sfrutta la funivia per l'Arnisee, ma obbliga, a meno di scendere fino a Gurtnellen con gli sci, a risalire un'ottantina di metri al termine della discesa per tornare al lago a riprendere la funivia.
La salita ha una pendenza molto incostante: lunghi tratti pianeggianti alternati a rampe piuttosto ripide, non è perciò particolarmente redditizia in salita. la Schindlachtal ha pendii molto più interessanti dal punto di vista sciistico. Nonostante l'esposizione meno favorevole, rimane molto incassata tra le montagne circostanti e solamente il primo pendio sotto il passo appare davvero solivo.