Monte Tambura: Per il rio Vendagio e il lato NW della Carcaraia.
Si posteggia generalmente poco prima di una corta galleria posta sulla “marmifera” del passo della Focolaccia (poche possibilità); in caso di innevamento abbondante si può lasciare l’auto al bivio lungo la strada Gorfigliano-Vagli. Si procede lungo la carrozzabile che presto diventa sterrata. La strada, che attraversa la cava Campaccio, sale con tornanti ravvicinati per superare il ripido pendio, ad un evidente bivio prendere quella di destra che sale verso il passo della Focolaccia con pendenza moderata. Al primo vero tornante verso destra la si abbandona per scendere nel letto del rio Vendagio che si risale per pochi metri prima di puntare in direzione SE su terreno molto inclinato ricoperto da una vegetazione non troppo fitta. Da qui, se non è tracciato, l’itinerario richiede un po’ di intuito vista la mancanza di riferimenti chiari. Si prosegue sempre verso SE sino ad uscire dal bosco per affrontare il movimentato versante della Carcaraia. Ricercare i passaggi più logici in un ambiente quasi labirintico richiede un po’ di fiuto, l’obbiettivo è quello di raggiungere i pendii alla base della cresta NW che in modo più regolare conducono sotto la vetta. Quest’ultima si raggiunge dalla cresta E percorrendo a piedi solo pochi metri se l’innevamento è buono. DISCESA: In buone condizioni è possibile partire dalla vetta con gli sci lungo lo scivolo N, poi si continua verso NE tenendosi quindi sul lato E della Carcaraia per raggiungere i pendii ai piedi della Roccandagia. Superato un pendio con morfologia decisamente più regolare dell’ambiente circostante si incontra un canale che si percorre in direzione NW portandosi progressivamente sulla sua destra orografica; poi un terreno ripido con vegetazione fitta porta alla cava Carcaraia da cui una stradina permette di ricongiungersi con la marmifera del passo della Focolaccia e quindi al punto di partenza.
Pendii sostenuti, vegetazione fitta e passaggi non sempre intuitivi compongono il mix di difficoltà che si incontra su questo itinerario. Il pendio sotto la vetta è molto ripido,ma relativamente corto. I boschi per essere sciati richiedono neve abbondante e di buona qualità (meglio farinosa) altrimenti il rischio di schiantarsi contro un faggio è percentualmente alto.