Punta Liamau: Da Fondo per il Vallone di “Bora ed Talorn”
Parcheggiare a Fondo fraz. di Traversella. Attraversare il ponte e seguire la mulattiera sulla sinistra orografica del torrente fino a Tallorno m 1222; è anche possibile seguire la strada sulla destra orografica qualora fosse meglio innevata. Da poco sopra Tallorno prende avvio la mulattiera n°12 che percorre il vallone ove scorre il Rio delle Balme. Sino a quota 1350 m ca. il pendio è poco sciabile. Poi il terreno si apre facendosi interessante pur rimanendo sempre impervio. Si continua con direzione SW, grossomodo lungo il tracciato del sentiero estivo, si attraversa dopo poco il rio Balme e per terreno mediamente ripido ci si porta poco a valle delle due baite quotate m 1630. Senza raggiungerle si punta al bordo della profonda forra scavata dal Rio, solo da qui è ben visibile un ripido ed inquietante pendio-canale, cosparso da grandi blocchi, che sale verso W delimitato sulla destra(salendo) da una bastionata rocciosa. Lo si rimonta con strette serpentine per uscirne verso destra a circa quota 1860 (intuitivo) e arrivare ad una baita costruita sul ciglio della gorgia quotata m 1890 (riferimento importante per capire che si è sul percorso giusto). Si prosegue a monte della baita portandosi sul filo della gorgia stessa, a circa 1920 m c’è un unico passaggio possibile che permette di attraversare la profonda e spettacolare spaccatura e guadagnare una sorta di larga cengia,moderatamente inclinata, sulla sinistra orografica della gorgia, ma all’interno della stessa, che si percorre in direzione SW sino al piccolo bacino lacustre di Creus m 1970 ca.. Ora si ripassa nuovamente sul lato orografico opposto per risalire l’articolato pendio( diverse possibilità più o meno ripide) in direzione S. In alto il terreno torna a farsi meno inclinato, ma molto articolato e scenografico per la presenza di grandi massi. La quota è intorno i 2150 m, continuando verso SW-W ci si riaccosta nuovamente all’alveo del rio Balme; un bel valloncello è delimitato, (quota 2200 m ca.), sulla destra da una bassa e rettilinea barra rocciosa, questa è il segnale che bisogna abbandonare il valloncello e risalire il pendio verso destra sotto un discreto risalto roccioso quotato 2334 m (passaggio poco intuitivo) il pendio è cosparso di più o meno piccole barre e salti rocciosi, poco più a monte si lascia a destra una baita isolata e si prosegue verso W su pendii scarsamente inclinati sino all’Alpe del Pra m 2318 la cui baita fa da sentinella al pendio canale che porta all’ultima conca sotto il colle tra la punta Liamau e il Monfandi. Il pendio che permette l’accesso al colle è ripido, ma corto. Giunti al colle m 2670, si va in vetta per la rocciosa crestina S. DISCESA: per l’itinerario di salita.
Gita che non presenta pendii estremamente ripidi, solo l’uscita del tratto finale per il colletto tra il Monfandi e la punta Liamau si impenna e può essere carico di neve ventata, quindi richiede qualche precauzione(meglio forse uscire a sinistra salendo).Le difficoltà sono forse più di ordine psicologico in considerazione dell’assoluto isolamento, senza tracce di riferimento,in un ambiente severo e complicato. I passaggi non sempre sono intuitivi, le linee sfuggenti dei pendii tutt’attorno che sprofondano nei valloni incassati procurano un po’ di inquietudine. Inoltre dislivelli e sviluppo importanti ne fanno una gita di “polso” che richiede una certa determinazione. La cresta finale seppur breve riteniamo non sia banale.