Pizzo Cardo: Anello Pizzo Ciapè - Pizzo Cardo
Da Cheggio si risale lungo la breve pista di sci all'inizio del Vallone del Fornalino. Verso quota 1650m si piega a destra passando per l'A. Meri Inferiore 1739, dopo la quale un sentiero ben marcato risale agevolmente il ripido pendio fino alla spalla detta Cavallo di Ro 1895m. Valicata la dorsale, si attraversa il pendio S su terreno molto ripido con un diagonale in leggera discesa fino ad una prima valletta (poco sopra i ruderi du un alpeggio 1821m). Si risale la valletta per una cinquantina di metri, quindi si compie un lungo traverso su terreno valanghivo fino ad una bella conca a quota 1950m circa sotto l'ampio versante W del Pizzo Ciapè. Si risale interamente tale versante giungendo sulla cresta sommitale presso una selletta pochi metri a S della anticima N 2391m (torrione roccioso che si può salire facilmente a piedi). Si contorna l'Anticima N alla base sul versante E e si raggiunge un intaglio della cresta che consente di immettersi nel vallone N. A seconda dell'innevamento, si può partire direttamente dalla cresta sci ai piedi, oppure scendere qualche metro in uno stretto canalino e calzarli poco sotto. Scendere tutto il vallone N fino ad un'ampia conca a quota 1800m circa (nei pressi dell'Alpe Campo). Ripellare e risalire il ripido pendio SE cercando il passaggio migliore appena a destra di un marcato canale da valanga. Rientrare verso sinistra appena possibile e risalire lungamente la testata della Val Brevettola in direzione W su immensi pendii con tratti ripidi, puntando alla sella tra una sommità rocciosa a sinistra e una più arrotondata a destra (Pizzo Cardo). La pendenza si accentua decisamente negli ultimi 50 m sotto la cresta (40-45°), lungo la quale si giunge poi facimente in vetta al Pizzo Cardo. La discesa conclusiva avviene per uno splendido e ripido canalino (45° in alto, poi meno) che parte direttamente dalla vetta e si innesta sul percorso classico del [[routes/117018|Passo del Fornalino]] un centinaio di metri sotto quest'ultimo.
Ambiente selvaggio e suggestivo, isolamento totale (salvo nella discesa finale nel Vallone del Fornalino). Molto suggestiva la frastagliata cresta sommitale del Pizzo Ciapè che fa da corona allo splendido vallone N. Molti tratti del percorso attraversano zone particolarmente pericolose dal punto di vista valanghivo, per cui è preferibile scegliere giornate fredde e condizioni ben assestate. In particolare, può essere critico il rientro dalla conca alla base del vallone N del Ciapè (il primo tratto di risalita scalda molto), per cui è necessario un buon timing.