Cima delle Anime: Da Plan per il versante E
Salita Dal paese si attraversa il fiume e si risalgono i pendii della sinistra orografica esposti a SE che quasi subito diventano ripidi; ci si tiene preferibilmente sulla destra orografica del valloncello che ha scavato il Fernerbach, ricalcando approssimativamente, sopra i 1900 m di quota, il tracciato del sentiero estivo. A quota 2150 ca il terreno si fa meno sostenuto, tant’è che in una spianata è stata ubicata una malga che lasciamo alla nostra destra salendo. Si punta decisamente verso SW per pendii nuovamente molto inclinati che non perderanno più la loro pendenza sino al rifugio. Questo tratto segue piuttosto fedelmente il tracciato estivo. A m 2372 una sorta di colletto indica il nuovo cambio di direzione da compiere; si punta ora verso NW per risalire una spalla parzialmente rocciosa confinata(facendo riferimento al senso di marcia) a sinistra da un ripido couloir e a destra dalla fascia rocciosa che taglia longitudinalmente il versante E. Tratto sostenutissimo ed in parte delicato che ritorna ad essere tranquillo solo quando si sbuca nel catino sotto il rifugio, l’edificio relativamente nuovo si raggiunge con un ultimo breve strappo da S. Dal rif. Si scende per qualche metro in direzione N per immettersi nella conca glaciale del Planferner, ghiacciaio la cui massa si è ridotta sensibilmente. Ormai il percorso è evidente, si continua piegando progressivamente verso W per un pendio che diviene sempre più ripido sino ad impennarsi (inclinazione prossima ai 40°) nel tratto che precede la cresta di confine. Lungo quest’ultima, in direzione SE, si raggiunge sci ai piedi la cima sormontata da una grande croce con artistica cassetta in cui alloggia il libro di vetta. Discesa Per l’itinerario di salita o preferibilmente per una variante che si sviluppa nel suo tratto intermedio decisamente più a N dell’itinerario di salita stesso e che torna a congiungersi ad esso in prossimità della malga a quota 2170 m. Dapprima lungo il percorso di salita sul Planferner, quindi invece di tagliare per il rifugio si scende sino al punto più basso del bacino glaciale sotto la verticale del rifugio stesso, un breve pendio in direzione NE apre le porte ad uno splendido e ripido canalone accessibile per un couloir con l’ingresso stretto tra due fasce rocciose, al termine di questo pendio-canale superlativo si piega verso S ancora su terreno ideale per lo sci e sostenuto. A quota 2400 ca. si incomincia ad attraversare, con una serie di tagli di ripidi pendii, in direzione S per poter ricongiungersi all’itinerario di salita nelle vicinanze della malga quotata m 2170.
Itinerario dal dislivello importante, ma con sviluppo relativamente modesto poiché quasi privo di tratti pianeggianti. Tecnicamente può rivelarsi delicato il tratto immediatamente a monte del colletto a quota 2372, soprattutto se fortemente innevato. Il pendio glaciale prima della cresta finale, benché ripido, è possibile, con neve di ottima qualità, percorrerlo con gli sci ai piedi .