Piccolo Paradiso: Punta Frassy - Parete NE

##Avvicinamento Dal bivacco Pol o dal Grappein portarsi sul ghiacciaio della Tribolazione, salire in direzione SSW mantenendo a destra un fascia rocciosa poco pronunciata fino ad arrivare nei pressi del colle della Luna (3533m), senza raggiungerlo deviare a destra, NW, procedendo su falsopiano in diagonale sotto la Punta di Ceresole e la cresta Gastaldi fino a doppiare un piccolo spuntone roccioso (3625m) oltre il quale c'è la piccola seraccata che scende dal Colle dell'Ape, proseguire in direzione NW poi N lasciando alla propria sinistra lo scivolo della Parete E del Gran Paradiso fino a doppiare un secondo speroncino roccioso, 3580m, per risalire per alcune decine di metri il pendio sul lato destro dello speroncino (piccola terminale), proseguire in diagonale per 150m in direzione NW fino a pervenire alla base della breve ma ripida parete NE. La paretina ha una fascia rocciosa poco pronunciata circa a 3/4 che si perde nella parete (circa a metà da destra verso sinistra in caso di scarso innevamento).

Via Si risale la parete direttamente al centro superando al meglio la terminale (breve tratto a 70°) arrivando in cima tra le due vette meridionali del Piccolo Paradiso (Punte Frassy).

##Discesa Non è agevole, ci sono tre possibilità :

percorrere la cresta del Piccolo Paradiso in direzione N fino al coll di Montandayné e da lì scendere in Valnontey (passando per il ghiacciaio della Tribolazione e il bivacco Leonessa oppure ritornando al Bivacco Pol) o in Valsavaranche per il Rifugio Chabod, percorrere la cresta su rocce rotte fino al colle del Piccolo Paradiso e da qui continuale per l'aerea cresta E fino in cima al Gran Paradiso, percorrere la cresta su rocce rotte fino al colle del Piccolo Paradiso e da qui scendere in direzione S superando in diagonale la piccola parete N del Gra Paradiso (400m, pendenze intorno ai 45°, solo con buone condizioni di neve.

L'itinerario viene percorso in sci come itinerario di sci ripido dopo una prima discesa da F. Negri, U. Pognante e M. Pitet il 18/5/1986 accedendovi dal colle di Montandayné. «E' una parete estetica, molto ripida non tragga in inganno la valutazione, sono 300 metri intensi la partenza diretta poi toglie il fiato, si scia sospesi sul ghiacciaio della tribolazione» [F. Negri]