Cima di Lemma: Traversata S. Simone - Foppolo per la Cima di Lemma, la Val Lunga, la Val di Tartano e il Passo dei Lupi

Dal parcheggio di S. Simone a quota 1670 m ca. seguire la stradina (generalmente battuta dal gatto e percorsa dalle motoslitte di servizio agli impianti e ai bar) che conduce al ristorante Camoscio. Da qui, in direzione NE seguire la pista da sci e poco prima che la medesima acquisti pendenza deviare a destra verso E sino a giungere alla Casera Belvedere (1825 m) e da qui in poi seguire una stradina fino quasi a lambire le ultime baite (quota 1860 m ca.) visibili a ridosso del pendio esposto a S. Poco prima di queste ultime baite iniziare la risalita del pendio (abbastanza ripido, intorno ai 25° e spesso solcato nel centro da una valanga di grandi dimensioni, prestare attenzione nel caso non ci fosse!) tenendosi il più a destra possibile, vicino a delle rocce. A circa 2100m è possibile abbandonare il pendio e in direzione SE raggiungere lo spallone di destra. Da qui, risalire sullo spallone ancora per una cinquantina di metri e poi attraversarlo verso E (punto pericoloso, prestare attenzione!) e giunti a ridosso dell'altra estremità della spalla, risalirla sino alla quota 2225 m, a destra del Passo di Lemma. Da detta quota, seguire la cresta con gli sci ai piedi, prestando attenzione alle cornici che spesso si formano sul versante S.

Dalla vetta della Cima di Lemma (2348 m) scendere in direzione N, in direzione del Passo Scala posto per l'appunto tra la Cima di Lemma e l'omonimo Pizzo Scala. Da qui attraverso dossi e vallette in direzione NE si perviene ad un evidente risalto, e lasciandosi una baita sulla sinistra, ci si abbassa ulteriormente per talvolta ripidi avvallamenti, sino a raggiungere un bosco di larici inizialmente abbastanza rado sino all'incirca alla Casera di Porcile (quota 1800m ca.). Da qui si punta in direzione NE e seguendo il sentiero estivo all'interno di un bosco via via più fitto si attarvera un torrentello. Da qui si risale per qualche metro e poi in diagonale si cerca qualche spazio un poco più aperto che consenta di guadagnare facilmente il fondo valle.

Arrivati in prossimità di due baite, poste alla sinistra orografica del torrente a quota 1550m ca. si ripellano gli sci e si segue il torrente per circa duecento metri per risalire il fitto e ripido bosco. Giunti ad un primo pianoro, si punta dapprima – sempre all’interno di una radura via via meno fitta ed in prossimità di una baita – verso SW, per poi compiere un semicerchio in direzione SE che conduce al pianoro sovrastante (quota 2000 m ca.), nel quale si trovano i Lachi di Porcile (2030 m ca.). Da qui con brevi saliscendi si raggiunge la Valle dei Lupi per risalirla sul versante esposto a S, che ha una pendenza sostenuta (prestare attenzione!).

Dalla Bocchetta si inizia un’altra discesa verso la Casera di Dordona posta a m 1930 ca. tenendosi a ridosso del pendio di NE (ossia sulla propria sinistra). Il pendio è molto ampio e solcato qua e là da qualche avvallamento/conca e richiede una qualche attenzione – essendo parimenti ripido – nell’essere attraversato. Raggiunta la Casera di Dordona – presso la quale ora c’è il nuovo rifugio privato Dordona – si risale in direzione SE il dolce pendio che conduce all’omonimo passo (2060 m ca.). Dal Passo di Dordona è possibile raggiungere Foppolo –località Rovera – sciando sui pendii di sinistra (esposti a W) che discendono in parte dal M.te Toro seguendo una mulattiera che conduce alla pista da sci dismessa della sciovia Toro. In caso di condizioni sicure, è possibile dopo circa un km dal passo, abbandonare detta mulattiera e guadagnare direttamente la valle per un ripido avvallamento (Valle delle Vergini). Diversamente, dal Passo di Dordona, con condizioni sicure è possibile proseguire in direzione SW per qualche centinaio di metri in piano, sino ad immettersi sul pendio S che discende dal M.te Valegino, sciato il quale si raggiungono gli evidenti paravalanghe della località Rovera in Foppolo.

Ove, per motivi più che altro logistici, si intendesse raggiungere il pazziale di Foppolo, poco prima di raggiungere la località Rovera è consigliabile raggiungere la vecchia stazione di partenza del secondo tronco dello skilift sciovia Toro, aggirata la quale, sulla sinistra si scia ancora per un centinaio di metri su un bel prato, sino ad un avvallamento che lambisce la strada di accesso al piazzale di Foppolo.

Da Foppolo è possibile rientrare a S. Simone per il tramite di un servizio navetta che unisce le due località sciistiche della Val Brembana.

Bella attraversata di ampio respiro che consente due ottime discese nel cuore delle Alpi Orobie. Da percorre solo con condizioni sicure, soprattutto per quanto riguarda l’accesso e la discesa dalla Bocchetta dei Lupi. La lunghezza complessiva è superiore ai 16 km complessivi, mentre il dislivello in salita raggiunge quasi i 1700 m. Dislivello e distanza complessivi (1700m/16 km) possono essere ridotti laddove non si decida di raggiungere il fondovalle in Val Tartano, ma ad esempio si inizi a risalire verso i Laghi di Porcile dall’omonima conca (posta a 1800 m ca.) verso il Passo di Tartano. Parimenti con condizioni di neve assolutamente sicure è possibile raggiungere dalla Bocchetta dei Lupi direttamente il Passo di Dordona, abbassandosi subito sotto la bocchetta per poi sciare in direzione SE sino ad imboccare la mulattiera che conduce al passo.