Monte Peralba: Crestone W
Salita Dal centro del paese di Cima Sappada si prende la strada in direzione N(non transitabile in inverno) che percorre tutta la Val di Sesis fino al rifugio Sorgenti del Piave, m 1830, (ben 9 km con soli 540 m di dislivello). La strada passa per il rif. Piani del Cristo m 1410 e approda dopo un lungo percorso al Pian dei Pastori dove l’ambiente si apre; prima di giungere al Rif. Sorgenti del Piave si staccano da questa strada due diramazioni, la prima per il Passo Avanza e la seconda per il rif. Calvi situato alla base del versante S del Piz Chiadenis. Dal rifugio Sorgenti del Piave seguendo grossomodo il tracciato del sentiero estivo in direzione NE(cartello estivo indicatore) si va all’attacco della cresta Ovest. Già lungo questo tratto ricoperto da bosco non troppo fitto alcuni passaggi sono esposti su salti di roccia, giunti alla cresta vera e propria iniziano le difficoltà da qui decisamente sostenute; la cresta, che in numerosi tratti è più simile ad uno spallone con delle contropendenze verso NE, essendo sospesa tra i versanti scoscesi Nord e Sud non lascia spazi ad interpretazioni del percorso, unica variabile che può condiziona la scelta della traccia è la condizione della neve. Tra quota 2400 e 2500 la cresta diventa molto sottile ed esposta, l’eventualità che vi siano condizioni relativamente sicure per percorrerla con gli sci in discesa il passaggio richiede grande cautela ed estrema sicurezza per effettuare dei derapage molto controllati, una caduta difficilmente può essere recuperata
Discesa Per la via di salita. Dopo un primo tratto ripido, si giunge alla breve crestina rocciosa che si può scendere con gli sci a scaletta o meglio a piedi (piccozza e ramponi). Nella parte bassa, pendenze sempre più sostenute; necessario innevamento abbondante e sicuro. Fare attenzione al punto in cui si deve abbandonare il crestone e piegare verso sinistra per ritornare verso le Sorgenti del Piave.
Itinerario molto impegnativo, esposto e su pendenze costanti di 40-45°.
Periodo: marzo-aprile
Difficultà alpinistiche: 1
NOTE di EDOARDO SATIRO del 01/04/2014: I gradi sulle difficoltà soprascritti per inquadrare questo percorso non indicano inequivocabilmente quello a cui si andrà incontro. Quasi sempre una buona parte della salita dello spallone si dovrà fare con sci in spalla ed armigerati di piccozza e ramponi. L’itinerario ha una grande esposizione che si avverte anche quando non si è in prossimità dei salti, una scivolata con neve dura sul 50% del percorso può essere fatale. Le condizioni ottimali della neve sono fondamentali per una discesa che comunque non potrà mai essere effettuata senza una giusta tensione, la stabilità del manto nevoso è la condizione per non rischiare che una modesta placca ti trascini sui salti del versante N. La quasi garantita solitudine e quindi la mancanza di tracce di passaggio concorre ad innalzare la difficoltà complessivo della gita. Per coloro che in un mix perfetto tra condizioni nevose e capacità tecniche percorreranno in discesa tutta la cresta con gli sci ai piedi le difficoltà potrebbero essere innalzate a TD,S5; 5.1.E4.