Punta di Verzel: Dal versante S per il Rifugio Fornetto

Si parcheggia a seconda dell’innevamento sulla strada che dalla Cappella della Visitazione sale alla cava di Quarzite. La strada costeggia il versante W del Monte Calvo, dopo alcune curve che portano a N dello stesso, ancor prima di raggiungere il colletto m 1274 si può tagliare per bei pendii esposti a SE fino all’Alpe Frera m 1457. Si può continuare ancora lungo la strada in direzione W con qualche taglio conveniente sino a circa 1600 m di quota dove conviene dirigersi direttamente per una valletta all’Alpe Pistone, m 1850 ca., ed al colletto poco a monte dello stesso, sulla crestina N del Bric Pistone. Si segue la crestina verso N fino sino alla baita arroccata sul versante W di questa cresta a quota 1957. Ora con un traversino leggermente esposto, perdendo qualche metro (pendio spesso svalangato) verso NW ci si porta nel vallone dove poco a monte è posizionato il rif Fornetto, m 2140. Da qui l’itinerario si fa molto ripido, l’ambiente severo, l’innevamento deve essere stabile; quasi sempre sono presenti da subito scaricamenti di neve dalle pareti rocciose circostanti. La qualità e la quantità dell’innevamento possono far optare per due percorsi distinti lungo quest’ultimo tratto. Il primo, abituale, senza raggiungere il rifugio si sposta verso NW per raggiungere lo spallone S-SW della cima e lungo questo con gli sci sin quasi in vetta. L’altra possibilità, più ripida ed un po’ più diretta passa a pochi metri dal rifugio, che si lascia a destra salendo, per compiere un traverso verso W fino ad affacciarsi ad un ripido canalino che punta dritto verso la cima. In alto il canale si perde su una parete aperta, si prosegue diretti verso N-NW per toccare la vetta dal suo lato E. DISCESA: Per l’itinerario di salita sino alla selletta sulla cresta N del Bric Pistone, da qui lo si può aggirare sul versante E per affacciarsi sui bellissimi pendii a S che in caso di abbondante innevamento si possono sciare sino in fondovalle; per tornare all’auto bisogna però poi risalire una mulattiera per circa 100 m di dislivello.

Contrariamente a quanto dice la letteratura manualistica, che liquida questa gita con un semplice BS, gli ultimi 450 m di dislivello sono di tutt’altro tenore, la difficoltà è superiore di almeno 1 grado al “BS” della scala Blachere che poco rappresenta la difficoltà di questi tipi di gita. Inoltre l’ambiente dell’ultimo tratto è più vicino ad uno di tipo alpinistico anche se abilità e buone condizioni possono permettere di raggiungere quasi la cima con gli ai piedi. Inoltre il fatto che la cima non vanti certo la frequentazione delle vette “satelliti” del gruppo è un dato significativo che convalida l’osservazione. Peraltro 18 anni fa, durante il mio primo tentativo, nella relazione scrissi la stessa cosa, ma non avendo ancora la conoscenza e la casistica di oggi mi tenni il dubbio pensando che l’osservazione fosse influenzata da una giornata negativa. La linea scelta da noi nella parte alta ha dei passaggi superiori alla difficoltà 3.3.