Becca di Gay: Via Normale, dal Piantonetto
Al Rifugio Pontese Dalla Diga di Teleccio seguire il sentiero che porta al Rifugio Pontese in circa 45 minuti. Ad inizio stagione la strada del Vallone di Piantonetto è percorribile in auto fino a poco oltre l'Alpe Sernior, m 1450 ca. Alcuni resti di slavine impediscono poi il passaggio in auto. Con gli sci in spalla fino alle gallerie a m 1750 ca. Poi con gli sci fino alla fine del lago. Poi nuovamente a piedi fino al Rifugio. Complessivamente 2h30 ca. di salita. Salita Dal Rifugio percorrere la piana (Muanda di Teleccio) fino in fondo; prendere il canalone del Rio Piantonetto che sale ripido verso W in direzione del Ghiacciaio di Roccia Viva e risalirlo fino ad immettersi sul ghiacciaio stesso in direzione NW. Messo piede sul ghiacciaio ci si trova al cospetto di una corona di cime, e di canali. Ignorato il Canale della Losa più a sinistra (W), con Azimut 296° si individua l'attacco del canale di salita, che si raggiunge a q 3000 m circa con percorso a semicerchio. Qui la conoide si impenna e diventa un canale (azimut 275°) dapprima ampio poi più stretto e ripido, 40-45° max, che in ottime condizioni può essere percorso in sci per buona parte della salita altrimenti a piedi fino all'uscita a quota 3337 m. Alla sella 3337 m rimettere gli sci e rimontare i pendii finali in direzione NW fino alle roccette dove, lasciati gli sci, a piedi (utili i ramponi) si prosegue per la vetta.
L'esposizione E del canale chiave impone un timing permesso solo da una partenza prima dell'alba dal Rifugio Pontese. Il canale che porta ai pendii finali (45° pendenza massima) richiede sciatori esperti in discesa e velocità in salita (pericolo caduta sassi e ghiaccio, consigliato il casco), è esposizione E quindi prende sole dall'alba.
OSSERVAZIONI di E. Satiro del 24/05/2014 : Il canale che solca la parete orientale della Becca di Gay (dal ghiacciaio della Roccia Viva al colletto m 3337 dove termina) è il tratto chiave della gita; sostenuta è anche l’inclinazione del tratto finale del canale morenico che da accesso al ghiacciaio della Roccia Viva. Forse la difficoltà 4.1 attribuita all'itinerario è eccessiva, credo che 3.3 sia più adeguato in considerazione del fatto che ci sono passaggi che sfiorano i 40° e non lunghi tratti continui, mentre la difficoltà complessiva pende di più verso AD+ che a D-.