Antelao: Via Normale
Accesso Da Belluno a Tai di Cadore e, verso Cortina, a San Vito. Si sale in direzione degli impianti e si continua per strada ripida e poi sterrata, fino al rif. Scotter, o, poco oltre, al tornante successivo. Normalmente, dalla metà di aprile, la strada è sgombra, altrimenti occorre mettere in conto dai 200 ai 400 m in più.
Salita Dal rifugio Scotter (1580) si sale a Forcella Piccola (2120) lungo l'itinerario estivo o per il canale che scende sotto i becchi d'Imposponda. Si entra quindi, in direzione nord, nel vallone che sale via via più ripido. Verso i 2500 m si abbandona l'itinerario estivo e, sci in spalla, si superano direttamente i salti rocciosi livellati dalla neve e una serie di cenge inclinate, puntando all'evidente canalino che sbuca (ca 2750 m) su un piccolo intaglio che si ricollega all'itinerario estivo e dà accesso ai lastoni superiori. (In caso di scarso innevamento o a stagione avanzata è possibile che i salti rocciosi non siano superabili. Allora conviene seguire, con cautela, l'itinerario estivo,per cenge sgombre dalla neve, che dopo un centinaio di m dà accesso ad una bella dorsale che si ricollega con l'itinerario precedente). Si continua, a piedi o con gli sci, lungo i lastoni, che si fanno sempre più ripidi e stretti, per diventare una cresta vera e propria, all'altezza del bivacco Cosi (3111m). Qui si lasciano gli sci e si procede con piccozza e ramponi per l'aerea cresta. Il risalto finale si può superare direttamente se l'innevamento è buono,o poggiando sulla destra ed utilizzando una breve corda fissa. Dall'anticima 10 metri di facile ma esposta traversata conducono alla vetta.
Discesa Lungo lo stesso itinerario. La partenza dal bivacco Cosi è ripida ed estremamente esposta, e anche più in basso occorre prestare la massima attenzione in caso di neve ghiacciata. Anche il tratto di raccordo fra i pendii superiori e il vallone inferiore,è legato alle personali capacità sciistiche e alle condizioni della neve.
Il dislivello non è eccessivo e le pendenze sono costantemente sostenute, ma il tipo di terreno, che impone tratti con gli sci alternati a tratti a piedi, dilata i tempi di salita e di discesa (4-6 per la salita).
Le difficoltà variano, soprattutto in discesa, a seconda delle condizioni e del tipo di neve.
L'esposizione nord consiglia come periodo migliore quello che va dalla metà di aprile alla metà di maggio.
Complessivamente di impegno superiore, per fare dei confronti, alla Tofana di Rozes e al Monte Popera.
I passaggi chiave sono:
la partenza dal vertice del pendio delle “Laste” l’immissione, dal termine del pendio delle “Laste”, nel canalino culmine del grande catino nevoso che si erge sopra la Forcella Piccola. L’uscita dal saltino di roccia che da origine al grande cengione inclinato che taglia molto in alto tutto il grande catino nevoso.
Si tratta comunque di un itinerario ripido con tratti esposti; tra quota 2200 e 2700 m i pendii non sono immuni dal pericolo di valanghe.