Gran Cima: da Champoluc per il Vallone di Cuneaz
Salita Da Champoluc paese, risalire la pista sino al villaggio di Crest 1935m, e prendere SE il vallone di Cuneaz (Comporta un dislivello aggiuntivo di 367m). Usufruendo degli impianti, giunti alla stazione di arrivo si scende pochi metri in direzione S lungo una pista di collegamento fino ad incrociare la pista che scende da Ostafa, la si attraversa e si risale il vallone di Cuneaz in direzione SE. Ci si tiene dapprima sul lato sinistro per poi attraversare sul lato destro su un ponticello. Dopo un tratto pianeggiante ci si alza nel bosco fino a raggiungere i casolari di Pian Long a quota 2176m. Si sale il ripido pendio alle spalle dei casolari tenendo la direzione SE e dopo alcuni ripiani si arriva all'ultimo, più ripido salto (attenzione!!) che porta all'evidente valico del Col Perrin 2640m. In direzione E ci si abbassa leggermente, senza raggiungere il sottostante lago Perrin, per imboccare E il canalone e risalirlo fino a raggiungere il colletto ca 2900m sulla cresta tra Gran Cima, a N, e il Mont Perrin, a WSW. Da qui, tolti gli sci, in breve si raggiunge per facili roccette la vetta a quota 3023m.
Discesa Per l'itinerario di salita; allo sbocco del vallone di Cuneaz si scende per la pista che scende a sinistra e porta alla partenza della cabinovia a Champoluc. Dal lago Pinter si scende SW a prendere il Vallone di Mascognaz; prima che si restringa si attraversa a sinistra sotto la Punta Palasina (attenzione!). Rimanendo a sinistra del torrente si percorre il vallone fino a Champoluc.
Se si vuole usufruire degli impianti la prima corsa è alle 8:45. Pur essendo a poca distanza dagli impianti si riesce a sciare in un ambiente solitario.
Attenzione ai pendii ripidi sotto il Col Perrin, vera trappola in caso di neve non perfettamente assestata.
OSSERVAZIONI di Satiro Edoardo 15 febbraio 2014: L’itinerario è tecnicamente facile, la difficoltà PD- è giustificata se si usano gli sci (calzati) sino in cima e si parte sci ai piedi da Champoluc (senza quindi usufruire degli impianti) il che aumenta il dislivello della gita (la fatica dovuta al dislivello è una componente importante dell’impegno complessivo, di tale parametro molto spesso non si tiene conto nella valutazione della difficoltà globale della gita stessa). La difficoltà sciistica “di passaggio” è lievemente disallineata, apparentemente, da quella “globale”. E’ possibile comunque “raddrizzare” in discesa il percorso cercando difficoltà leggermente superiori.