Cima Brenta: Per la Vedretta N

Salita Dal Piazzale a fianco il Rif. Vallesinella (1514 m), raggiungibile in tarda stagione in auto, seguire il sentiero estivo passando dal rif. Casinei, (ore 0,45) in direzione del Rif. Tuckett (2272 m), proseguire per l'ampio vallone sottostante il rifugio in direzione della Bocca di Tuckett sino a raggiungere la base dello scivolo che discende dalla Cima Brenta. Cominciare a risalire il canale, ora ampio, fin dove è possibile sci ai piedi (circa a 2500 m). Indossati i ramponi si comincia a risalire la parte più ripida del tracciato, la pendenza è tale da non comportare eccessiva fatica ed allo stesso tempo si ha la possibilità di decifrare il miglior tracciato per la discesa. Nella parte più alta dello scivolo ci si tiene poi all'estrema sinistra in modo da raggiungere, superati alcuni metri piuttosto erti (pendenza massima 55°) una sella nevosa. Questa permette di accedere alla cresta che si diparte dalla cima dopo aver superato alcune facili roccette per un dislivello di una ventina di metri. La cresta è generalmente sicura salvo la presenza di cornici; cautela è tuttavia da adoperare nei tratti più esposti in corrispondenza del ghiacciaio pensile sottostante. Un ultimo pianoro nevoso ci separa dalla vetta Discesa Si può effettuare la traversata delle cime di Brenta, da quella orientale raggiunta ora, attraverso un'esile cresta, in parte attrezzata con catene, a quella occidentale, per scendere poi per il canalone NW (S4) che sbuca di fronte al Rif. Tuckett con un lungo ed esposto traverso sopra fasce rocciose (timing !). Oppure per l'itinerario di salita calzando, se le condizioni della neve lo permettono, gli sci direttamente sulla vetta, per prendere poi l'imbocco del canale risalito. Prestare attenzione alle condizioni della neve, da NON effettuare assolutamente con neve ghiacciata. Il primo tratto presenta un pezzo di ca.80/100 metri a 55°, poi si assesta sui 45/50° fin alla base dello scivolo. In circostanze ottimali è possibile godere di una discesa splendida con suggestioni eccezionali. Arrivati alla fine del canale si può ancora approfittare di una bella sciata sino ai pressi del rifugio dove il terreno comincia a farsi pianeggiante.

Accertarsi salendo della possibile discesa dal canale. Ci son rocce semi-affioranti nella prima ripida parte. Prestare attenzione scendendo ad imboccare i canali giusti, vi son parecchi salti di roccia. Il canale prende il sole nelle prime ore del mattino, poi resta interamente in ombra. Alloggio : Rif. Tuckett (2272 m) dispone di ottimo loc. invernale con circa 20 posti letto, coperte e sala pranzo. OSSERVAZIONI di E. Satiro del 31 maggio 2014 : Sull’inclinazione di questo itinerario si leggono numerose ipotesi, a volte fantasiose, a volte molto spinte verso l’alto che peccano di una certa mancanza di obbiettività. Fino a m 2750-2800 (poco più a monte quindi della Bocca di Tuchett) non ritengo che il pendio superi la soglia dei 35°. Oltre si fa più sostenuto ; Buscaini, nella guida Monti d’Italia, sostiene che il tratto centrale per circa 150 m sia almeno 50°, probabilmente si sfiorano i 55° se invece di uscire al colletto di sinistra sulla cresta N si percorre lo scivolo direttamente verso la vetta. In realtà sono molto indeciso su una valutazione di insieme tra TD- e D+ e su quella tecnica tra 4.3 e 5.1 ; le ottime condizioni da me trovate mi porterebbero ingannevolmente verso la quotazione più bassa, ma in modo più razionale ho deciso di optare per quella più severa. D’altra parte anche Andreolli e Casiraghi, di certo non due sprovveduti, nella guida sci alpinistica del Brenta edizione 1973 nominando la discesa di Holzer scrivono che nella scala Traynard si può classificare in S6.