Cima di Venina: da Vedello per la Val di Venina
Dalla Centrale di Vedello si segue la strada che porta ad AMBRIA (1325 m). Nei pressi delle ultime case si sale sulla destra un ripido pendio e ci si immette così nella VAL DI VENINA, seguendo il sentiero che porta alla Diga di VENINA (1823 m). Occorre fare attenzione poco prima di giungere alla diga, in quanto questo tratto, detto "SCALE DI VENINA" è soggetto a slavine provenienti dai pendii del MONTIROLO. Dalla casa dei guardiani si percorre il lato sinistro del lago (destra orografica), pianeggiante, fino al suo termine. Poi passare a destra nei pressi della CASERA VECCHIA 1839 m; si continua dritti fino alla miniera del ferro per poi puntare alla testata della valle e risalire con numerose diagonali il ripido costolone che porta poi ad un canale. Esso si restringe sempre più e si fa molto ripido, fino alla spaccatura nella cresta dove sorge l'incantevole PASSO DI VENINA 2442 m. Tolti gli sci, si percorre a destra (W), la lunga cresta di rocce rotte ed erba e si raggiunge così l'ometto in sassi della CIMA DI VENINA 2624 m. VARIANTE: più impegnativa ma più diretta. Verso i 2200 m spostarsi un poco più a destra. Si sale così il ripido pendio (35° circa) a E della quota 2509, puntando al colle più basso di questo settore della cresta; giungere così a 2400 m circa. Ora è gioco-forza spalleggiare gli sci superando un ripido canalino (45° circa) per raggiungere il colle, a 2465 m circa. Da questo colletto, ricalzati gli sci, seguire i pressi dello spartiacque appoggiando a S; arrivare così sci ai piedi in vetta.
La vetta è quotata ma non nominata su IGM. La si rintraccia 750 m circa a ENE del Monte Masoni. Il toponimo è invece riportato sulla Guida Monti d'Italia, Volume Alpi Orobie, nel settore curato da Bruno Credaro.
Dislivello di 1600 m; lo sviluppo è notevole. Prestare attenzione prima di giungere alla casa dei guardiani a causa del pericolo di slavine. Itinerario da percorrere solo con neve assestata. La variante diretta; AD-/S4.