Rocca di Santa Caterina: Dalla Vedretta dei Forni, in traversata.
Salita Dal parcheggio salire in direzione ESE sino a raggiungere la lingua della Vedretta dei Forni a circa 2400 m, nei pressi Le Guglie (2463 m). Sul pianoro del ghiacciaio tenersi al centro in direzione SSE, passando nei pressi della quota 2666 m, puntando alla serraccata che si supera seguendo il filo della morena che conduce sotto i contrafforti rocciosi della quota 3226 m, passando a pochi metri dalle sue rocce basali (tratto un po’ costretto con possibili caduta di sassi nelle ore più calde). Superato poco oltre un pendio più ripido, a circa 3000 m piegare a sinistra in direzione NE e salire il canale che porta alla quota 3226 m (nell’ultimo tratto in caso di neve particolarmente dura conviene salire a piedi o con ramponi). Dalla quota 3226 m, proseguire in direzione SE per un buon tratto quasi pianeggiante aggirando a NE un seracco sino a portarsi al centro di una conca glaciale compresa fra la quota 3576 m a sinistra E e la Cima di Peio (3549 m) a destra W, da dove piegando ad W, si raggiunge facilmente la cima con gli sci ai piedi. Dalla Cima di Peio (3549 m), togliere le pelli e scendere a secondo dell'innevamento o a piedi (PD) o con gli sci (S4 esposto), alla sella di quota 3470 m compresa fra la Cima di Peio a N e la Rocca di Santa Caterina a S ; dalla sella di 3470 m lasciare gli sci e a piedi superare un passaggio roccioso un po' esposto ma facile, leggermente a sinistra E, sulla cresta N della Rocca di Santa Caterina (3529 m), in seguito raggiungere il filo di cresta e seguirlo senza difficoltà di rilievo fino in cima.
Discesa Tornare alla sella di quota 3470 m per scendere sul ripido versante W, eventualmente nei primi ripidi e stretti metri di dislivello (10/15 m al massimo), a piedi con i ramponi, per poi appena è possibile calzare gli sci e scendere dopo circa 150 m di dislivello nella pianeggiante conca glaciale a circa 3300 m, sottostante a N del Colle Cadini (3409 m), da dove in circa mezz'ora è possibile raggiungere facilmente la Punta Cadini (3524 m) dapprima per un dossone poi per la cresta NE, con gli sci alzarsi il più in alto possibile, in seguito gli ultimi metri di dislivello a piedi, dove ci sono ancora visibili i resti della grande guerra del 1915/1918. Tornati alla conca pianeggiante a quota 3300 m circa, dapprima in direzione WNW scendere ripidamente al piede della parete N della Punta Cadini su terreno crepacciato, in seguito verso N da circa 3100 m, fino a ricollegarsi di nuovo a circa 3000 m, all'itinerario già descritto da dove permette di salire alla quota 3226 m.
Se fate anche la Punta Cadini 3524 m il dislivello aumenta a circa 1700 m e lo sviluppo va dagli 8 km fino alla Cima di Peio, ai 8,5 alla Rocca di Santa Caterina, fino a 10 km alla Punta Cadini, comprese le 2 brevi discese. Diversi tratti ripidi e crepacciati, richiedono buone condizioni di stabilità della neve e del ghiacciaio. Consiglio questa gita, solo a gente adeguatamente allenata e preparata. Una volta raggiunta dalla Cima di Peio la sella di 3470 m, se non vi fidate a scendere per il ripido pendio W, ritornate sulla Cima di Peio, scendendo di nuovo per la via di salita. Generalmente sui quadranti settentrionali.