Piz Ault: Dalla Val Pintga e la parete N
Salita Da Disentis si utilizza solamente la funivia che porta a Caischavedra (1863 m.). Poi, a seconda delle condizioni di innevamento (si suggerisce di effettuare questa gita ad inizio o fine stagione, in modo da evitare l'affollamento della prospicente stazione sciistica), o si risale da subito la Val Pintga (direzione N e poi subito W) o la si riprende oltre la stazione di arrivo della seggiovia Gendusas (2176 m.). Così, lasciando abbondantemente alla propria sinistra gli impianti, si risale senza percorso obbligato i bei pendii meridionali del Piz Ault, che appare alla visione dello scialpinista solo oltre quota 2500 m. Numerose valli e vallette da superare con vari sali scendi. Oltre quota 2830 (in corrispondenza dell'arrivo dell'ultimo ski lift; sin qui ore 2) si affrontano ora i ripidi pendii che portano al conosciuto diagonale (direzione E;si veda anche l'itinerario per l'Oberalpstock) che immette sulla paretina rocciosa attrezzata che porta a scavalcare lo sperone SE del Piz Ault a circa quota 2940 m. Possibile deposito sci alla base della paretina stessa (corda di canapa presente in loco e numerosi scalini metallici presenti; ore 0.30). Ora ci si cala sul Brunni Firn sin quasi alla quota 2871 per attaccare la breve ma ripida parete N del Piz Ault (40-45°). Si esce direttamente in vetta (ore 0.30) caratterizzata da un evidente ometto e da una piccola croce in legno. Superbo il panorama (Oberalpstock; Todi; Piz Medel; Scopì etc.). Discesa Ci si cala non banalmente lungo la cresta NNW sino alla base della parete per poi risalire alla selletta di quota 2940 e tramite gli infissi presenti sino al deposito sci. Tornati sul diagonale, la discesa la si può compiere per l'itinerario di salita (S3) oppure per le piste da sci (S2).
Il dislivello tiene conto dei diversi sali scendi sullo Brunni Firn. La difficoltà risiede nel superamento dello sperone SE e poi nell'ascesa della paretina N. Passo sicuro richiesto anche per discendere la cresta NNW. Dapprima ESE indi N.