Cima di Forca Rossa: Traversata Est-Ovest

Salita Si posteggia a Zoppé di Cadore, la strada è generalmente transitabile in inverno poco a monte del paese dove è presente un’antenna, m 1560 ca.; da qui sci ai piedi si segue la stradina verso N sino ad incontrare la deviazione per il passo di Rutorto, vecchia strada militare con segnavia estivo 493. Dal passo, m 1931, a cui si giunge dopo aver contornato lungamente, seguendo la strada, il versante SSW delle Crode di Pena, si intuisce chiaramente l’ imbocco del canalone di Forcarossa. Si punta al rifugio Venezia ormai visibile e vicinissimo e si risalgono gli splendidi pendii mediamente inclinati, in direzione NNW, del conoide alla base del canale. L’imbocco è posto a circa 2200 m di quota, pertanto il canalone ha un dislivello fino al passo di circa 400 m, di cui il tratto centrale risulta essere il più ripido con passi intorno ai 40°. Dal passo si può proseguire per la cima in direzione NE.

Discesa Dal Passo, quota 2621, si scende nello splendido canalone NW, piuttosto inclinato, ma sicuramente meno ripido e stretto di quello di salita (inferiore a 40°), al suo termine è preferibile continuare verso N sfruttando il bel pendio sino al fondo della Val d’Arcia, sotto la Cima Forada; sul quale è maggiormente probabile trovare neve polverosa. Da qui, m 2200 ca., tagliare decisamente verso SW per portarsi sul larghissimo pendio esposto a N sotto il Pelmetto, sciando lungo quest’ultimo si raggiunge rapidamente il grande parcheggio sul tornante a quota 1663 della strada per il Passo Staulanza.

L’itinerario percorso nel senso da noi effettuato concentra le difficoltà maggiori nella salita. Il canale di accesso al colle dal rif. Venezia è sicuramente più ripido e più stretto di quello di discesa sul versante N e vorrei dire che si percepisce maggiormente il senso dell’esposizione. La pala finale per la vetta (che non abbiamo percorso) benché breve è comunque un ripido scivolo che sprofonda nel canale di salita aumentando la sensazione di profondità; il modesto dislivello dal colle quindi non tragga in inganno perché il pendio non volge verso quest’ultimo piatto e rassicurante. Trovare le condizioni di neve ideali è come al solito fondamentale, forse percorrendo il giro in questo senso potrebbe essere più facile. La difficoltà sciistica 3.3 è riferita alla discesa nel couloir N partendo dal colle, ritengo che dalla cima il grado aumenti; invece se si scendesse sul rifugio Venezia passeremmo sicuramente ad un S4; 4.1. Con neve favorevole è possibile percorrere, per chi possiede un ottima tecnica di inversione; il canale di salita con gli sci ai piedi.