Forcella La Porta (Mezzodi): Traversata degli Spiz di Mezzodì per il Giaròn Dantre i Spiz e la Val de Dòa

Salita Dalla Frazione Baron di Forni di Zoldo, m 851, si segue il sentiero estivo in direzione S (segnavia no 534) attraverso un bosco ceduo mai troppo fitto e ripido che passa per la Casera di Mezzodì, m 1349. Dalla Casera continuare ancora lungo il percorso de segnavia estivo no 534 o con molta neve puntare direttamente verso S finché in breve si giunge alla base di una parete che sembra sbarrare la strada. Anche se ad un primo impatto sembra impossibile proseguire i passaggi sono teoricamente due: il Valon Grand prima e leggermente più a destra (Salendo) il Valon Piccol da dove passa il sentiero estivo. Il passaggio preferito dai pochissimi avventori pare essere quest’ultimo(molto faticoso). Nel Valon Piccol non permette deviazioni particolari, la direzione è pressappoco SE, si può dire di esserne usciti quando ci si affaccia sugli Spiz. Senza passare dal rif. Sora ‘l Sass si prosegue per terreno sostenuto più marcatamente verso SE sino a quando il terreno si spiana ed il bosco si fa rado proprio alla base dell’evidente canalone del Giaron dantre i Spiz con le due colonne di ingresso dello Spiz NE e lo Spiz Belvedere. Si continua nel canalone prima tenendosi sul lato dello Spiz Belvedere; a quota 1800 ca il canale piega decisamente a destra e punta diretto verso la Forcella della Porta(non visibile); si continua mantenendo il centro per poi appoggiare nell’ultimo tratto sulla sinistra orografica, dopo un ultimo strappo molto ripido a volte con roccette affioranti (causa cambio di pendenza, si raggiunge il colle, m 2178, con gli sci ai piedi se l’innevamento è in buone condizioni.

Discesa Dal colle scendere verso S facendo un primo breve traverso verso destra per perdere quota(ripido) e allinearsi all’asse centrale del canale sotto i Contrafforti E dello Spiz N. L’inclinazione aumenta come pure l’esposizione, il canale più in basso gira a sinistra(direzione di discesa) e si fa più stretto ed incassato, ma meno ripido per terminare sulla testata del Giaron de le Pale d Vant, circa 2000/1900 m di quota. Su pendii sempre sostenuti, ma vasti si prosegue verso E-Nordest avvicinandosi alla perpendicolare della Forcella Belvedere per evitare i salti che sbarrano l’accesso alla Val de Dòa. Raggiunta quest’ultima la pendenza diminuisce, si scia in direzione N stando preferibilmente sulla sinistra orografica della valle. Quando questa si restringe proseguire sulla sinistra orografica del torrente, sempre ben sciabile con molta neve, finchè si incrociano i cartelli della segnaletica estiva, non seguire l’indicazione per Baron, ma puntare su quello che scende direttamente in valle in corrispondenza della Centrale Idroelletrica di fianco alla Cava.

A causa della quota, dell’esposizione del suo versante di discesa, della tipologia del terreno e della notevole propensione ad essere percorso da valanghe di grandi e piccole dimensioni non ritengo sia semplice trovare condizioni di neve ideali contemporaneamente sia in discesa che in salita. Percorrere la salita completamente con gli sci ai piedi richiede neve relativamente abbondante, sicura e farinosa, quindi generalmente qualche giorno dopo una bella nevicata; solo così è probabilmente possibile superare il Vallon Piccolo, ripidissimo e relativamente esposto, con gli sci ai piedi più agevolmente. Questa condizione del versante N difficilmente però permette di trovare il versante di discesa con neve ideale per la sciata. L’itinerario di discesa presenta principalmente due ordini di difficoltà, il canale di partenza dal colle ripido ed esposto, brevi tratti prossimi ai 40°e complessivamente sostenuto, in cui è preferibile sciare quando la superficie ha smollato un po’, preoccupandosi però di non trovarsi sui vasti e ripidi pendi della Val de Dòa troppo tardi vista la grande propensione ad essere percorsi da notevoli valanghe. Strategicamente si può fare una scelta diametralmente opposta aspettando che si liberino i pendii in basso dalla neve in modo da percorrerli con gli sci in spalla e sfruttare condizioni più primaverili in alto con “firn” in giornate soleggiate e fresche. Un vero rompicapo! L'esposizione del versante di discesa è piuttosto vario con un buon tratto anche a NE.