Bric di Conoia: Per il Canalone SW, ramo diretto alla cima.
Si posteggia vicino la chiesa di Viozene da cui prende avvio il sentiero estivo per il Rif. Mongioie, m1550, lo si segue attraversando il nucleo abitato fino a raggiungere Pian Rosso, spettacolare terrazzo prativo ai piedi del gruppo del Mongioie su cui sorge l’omonimo rifugio. Invece di andare in direzione di quest’ultimo si prende un sentiero segnalato che passa sotto una baita e continua con leggeri saliscendi in direzione NE. Si supera un primo torrentello per raggiungere successivamente quello della Valle Negro che bisogna risalire per giungere in vetta. Si può entrare subito nel canale se la neve è sufficiente, altrimenti si può salire lungo la destra orografica ed entrarvi poco più sopra, in funzione dell’innevamento. All’inizio il canalone è poco pendente, l’inclinazione aumenta da quota 1700 ca. poco a valle della strettoia con il salto roccioso che se scoperto pare interrompere la continuità con il tratto superiore. Il salto lo si supera, se scoperto, meglio a sinistra (direzione di marcia). A monte il canale continua con una linea perfetta, inclinazione mai inferiore ai 35°, relativamente stretto fino a quando il pendio si apre e spiana per pochi metri, quota 2000-2050 ca. Da qui si presentano tre possibilità per salire in vetta al Conoia, la più elegante è il canale più a destra (guardando verso la cima), che è anche il più ripido ed elegante, con inclinazione anche lievemente superiore ai 40°(dipende un po’ dall’innevamento) per brevi tratti. Questo canale porta direttamente alla croce di vetta. DISCESA: Per l’itinerario di salita.
L’itinerario è considerato con ragione un percorso di sci ripido dalla maggiorparte di chi lo percorre per la sua continuità e lunghezza, 1000 m di dislivello di cui 700-800 tra i 35° e 40°. Il grado 3.3, ormai consolidato anche nella letteratura dedicata, parrebbe non dare il peso giusto a questo stupendo percorso a cui forse non calzerebbe male un 4.1. Probabilmente l’alta probabilità di trovarlo in condizioni ottimali ed un esposizione non particolarmente “cattiva” hanno mitigato la severità e l’obbiettività dei “Giudicatori”.